E’ raccontata dal giornalista Raffaele Iaria
Santa Faustina Kowalska è una delle sante più significative del ‘900, conosciuta e invocata dai fedeli in ogni parte del mondo. Nata il 25 agosto del 1905 è stata la mediatrice del messaggio della Divina Misericordia che si è legato per sempre al XX secolo ed è diventato il ponte verso il terzo millennio. La festa della Divina Misericordia – che si celebra la seconda domenica dopo Pasqua – è la più importante di tutte le forme di devozione alla Divina Misericordia. Gesù parlò per la prima volta
del desiderio di istituire questa festa a suor Faustina a Plock nel 1931, quando le trasmetteva la sua volontà di dipingere una immagine. E Giovanni Paolo II la istituisce nel 2000, nel giorno della canonizzazione della santa. “Desidero – dice Gesù alla santa – che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”. Questo culto – ormai conosciuto in tutto il mondo – trova nel “Diario” scritto dalla stessa suora su ordine del direttore spirituale, una base solida. La sua vita è raccontata in un volume scritto dal calabrese Raffaele Iaria, giornalista accreditato presso la Sala Stampa del Vaticano, dal titolo “Santa Faustina e la Divina Misericordia”, edito dalla San Paolo e tradotto anche in altre lingue. E’ di questi giorni la pubblicazione in lingua spagnola per le edizioni San Pablo di Bogotà, in Colombia. Il volume racconta l’interessante vicenda umana di Faustina Kowalska: Dio le parla durante una festa di ballo, lei fugge di casa in treno senza meta verso i posti che Lui le indica, Gesù le appare in convento e le indica come dipingere la Sua immagine, lei che sa appena leggere e scrivere è “obbligata” a redigere un Diario in cui descrive i continui colloquio con Gesù avvenute durante le frequenti apparizioni. In una di queste apparizioni Gesù le dice “Non voglio punire l’umanità sofferente, ma desidero guarirla e stringerla al mio cuore misericordioso”. Tra le forme di devozione quella più conosciuta è la recita della “Coroncina alla Divina Misericordia” da recitare tutti i giorni alle 15, nell’ ora in cui, secondo la tradizione, Cristo morì sulla croce. Suor Faustna Kowalska – scrive Iaria nel volume – appartiene a quel gruppo di santi della Chiesa cattolica “più conosciuti e venerati. Attraverso di Lei il Signore manda al mondo il grande messaggio della Misericordia Divina e mostra un esempio di perfezione cristiana basata sulla fiducia in Dio e sull’atteggiamento misericordioso verso il prossimo. E’ una grande Santa”. Nella sua missione – scrive il responsabile per l’Italia del Culto della Divina Misericordia, p. Joseph Bart, rettore del Santuario di Santo Spirito in Sassia, nei pressi del Vaticano – possiamo cogliere “un ulteriore segno che Dio da all’umanità intera. Mai come oggi l’odio e la violenza devastano i rapporti tra gli uomini. Il terrorismo continua a seminare la paura tra gli uomini”. Dove se non nella Divina Misericordia – aggiunge il sacerdote – l’uomo può trovare lo scampo e la luce della speranza. Ebbene in tutti i continenti dal profondo della sofferenza umana sembra alzarsi l’invocazione della Divina Misericordia. Santa Faustina attraverso il messaggio della Divina Misericordia vuole dare la risposta agli uomini colpiti dall’angoscia, dalla paura, dalla solitudine, agli uomini tentati dal dubbio dicendo che ‘L’umanità non troverà pace finché non si rivolgerà con fiducia alla Divina Misericordia’. Queste parole danno il significato profondamente attuale all’atto di consacrazione del mondo alla Divina Misericordia compiuto da Giovanni Paolo II il 17 agosto del 2002 a Cracovia”. “In questo contesto – conclude p. Bart – dobbiamo sentire la nostra particolare chiamata ad annunziare al mondo il messaggio della Divina Misericordia consapevoli che nella Divina Misericordia il mondo può trovare la pace e la felicità”.
Antonio Capano


