Padre Pio venne ordinato sacerdote il 10 agosto 1910. Meno di un mese dopo, il 7 settembre, le prime stigmate, quelle definite “invisibili” e che comunica al suo direttore spirituale solo un anno dopo. La data precisa del fenomeno viene indicata dal parroco di Pietrelcina, don Salvatore Pannullo dopo l’apparizione delle stimmate al santo cappuccino nel
convento di San Giovanni Rotondo, otto anni
dopo: il 20 settembre 1918. Alla nipote Grazia, venuta a conoscenza del fenomeno disse: «Voi lo
sapete adesso, io lo so dal 1910». Alle reiterate richieste della nipote che voleva saperne di più,
don Salvatore rispose raccontando che nel pomeriggio del 7 settembre 1910, mentre padre Pio
era sotto l’olmo di Piana Romana in preghiera
per prendere il fresco, si «presentarono Gesù e
la Madonna e gli donarono le sacre stigmate». Al
mattino, recatosi per la celebrazione della Messa in paese, raccontò tutto all’arciprete: «Zi’ Tore, fatemi la carità, chiediamo a Gesù che mi tolga questa confusione. Voglio soffrire, morire di
sofferenza, ma tutto nel nascondimento». E don
Pannullo: «Figlio mio, io ti aiuto a pregare e a
P chiedere a Gesù che ti tolga questa confusione;
però, se è volontà di Dio, devi piegarti a fare in
tutto e dappertutto la sua volontà».
In occasione di questa data e nel ventesimo anniversario della canonizzazione di Padre Pio (16
giugno 2002), l’Editrice Tau ha dato alle stampe
un volume del giornalista Raffaele Iaria dal titolo “Zi Tore. Il “parroco” di Padre Pio. Don Salvatore Pannullo” (144 pagine, 14 euro). Un «testimone privilegiato» don Pannullo, come lo chiama Iaria, di molti eventi straordinari che coinvolsero padre Pio. «Molte volte ad orientare una vocazione è stata decisiva la testimonianza di
un’altra anima votata senza riserve a Dio: testimonianze semplici, fatte di vita quotidiana, eppure capaci di mostrare Dio, di far percepire a tutti la sua voce, di rendere chiara – con un discernimento sapiente, la sua volontà», scrive nella
prefazione l’arcivescovo di Benevento, monsignor Felice Accrocca. Un prete, don Pannullo,
che si fa storia in un piccolo comune del Meridione d’Italia oggi noto a tutti: Pietrelcina; un
uomo, come scrive l’autore, che «scopre la santità di un giovane che diventerà il primo sacerdote stigmatizzato della storia e tra i più seguiti
al mondo: padre Pio da Pietrelcina». Don Pannullo, infatti, è stato parroco di questo centro
dal 1901 al 1928. Una figura piuttosto trascurata dalle biografie ma importante per essere stata accanto a Francesco Forgione nel corso della
maturazione della sua vocazione religiosa e che
fu per certi versi consigliere e guida, maestro e
amico, prima alla vigilia dell’inizio del noviziato nei Frati Minori Cappuccini e poi nei periodici soggiorni nel borgo natio per ristabilirsi in
salute. Un sacerdote che seguì il giovane Forgione negli ultimi mesi di preparazione al sacerdozio, offrendogli istruzioni inerenti la liturgia e accompagnandoli per l’esame finale e il
giorno dell’ordinazione sacerdotale il 10 agosto
1910 nel Duomo di Benevento. Il volume è arricchito da un saggio dello storico Marco Roncalli sui “parroci dei grandi”, dalla presentazione del sindaco di Pietrelcina, Salvatore Mazzone e da una postfazione del coordinatore dei
Gruppi di preghiera di Padre Pio della Campania, fra Daniele Moffa. (Avvenire – 7 settembre 2022)
