Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Le meditazioni per la Via Crucis di questa sera al Colosseo sono state scritte da Papa Francesco che, per ragioni di salute, non potrà partecipare al rito al Colosseo. Guiderà la Via Crucis il card. Baldassare Reina, vicario del Papa per la diocesi di Roma.

Nelle riflessioni, che saranno lette questa sera, il Pontefice sottolinea che la Via Crucis  è “la preghiera di chi si muove. Interrompe i nostri percorsi consueti, affinché dalla stanchezza andiamo verso la gioia. È vero, ci costa la via di Gesù: in questo mondo che calcola tutto, la gratuità ha un caro prezzo. Nel dono, però, tutto rifiorisce: una città divisa in fazioni e lacerata dai conflitti va verso la riconciliazione; una religiosità inaridita riscopre la fecondità delle promesse di Dio; persino un cuore di pietra può cambiarsi in un cuore di carne”. Papa Francesco sottolinea che la strada verso il Golgota è la discesa di Gesù “verso il mondo che Dio ama. Cristo, inchiodato, si mette in mezzo, fra gli opposti” e li porta al Padre; la sua croce “fa cadere i muri, stabilisce la riconciliazione”. “Gesù, che sembri dormire nel mondo in tempesta, portaci tutti nella pace del sabato”, prega papa Bergoglio evidenziando che così la creazione intera “ci apparirà molto bella e buona, destinata alla risurrezione. E sarà pace sul tuo popolo e fra tutte le nazioni”.  

Forte il monito che arriva nella meditazione alla terza stazione quando il pontefice sottolinea che “l’economia di Dio non uccide, non scarta, non schiaccia. Non distrugge, ma coltiva, ripara, custodisce”.  Oggi, in questo mondo lacerato, servono “lacrime di ripensamento di cui non vergognarsi, lacrime da non rinchiudere nel privato, per la nostra convivenza ferita”. “Lacrime sincere, non di circostanza”, in questo “mondo a pezzi”. Cristo è “fra chi spera ancora, fra chi non si rassegna a pensare che l’ingiustizia è inevitabile” e ci abilita “a grandi responsabilità”. La deposizione di Gesù nel sepolcro condivide “la condizione che tutti ci accomuna” e raggiunge “gli abissi che tanto ci spaventano”. Ma con la sua resurrezione, in questo mondo in tempesta, “coinvolgerà tutta la creazione”.

Questa sera nella prima e stazione al Colosseo la croce sarà portata dal card. Reina, nelle altre stazioni volontari, disabili, operatori sanitari, una famiglia, giovani e migranti.

Raffaele Iaria