Raffaele Iaria –
Si è spento questa mattina alle ore 7,35 papa Francesco. L’annuncio è stato dato pochi minuti fa dal Cardinale Camerlengo Havin Farrell con “profondo dolore”. “Alle ore 7:35 di questa mattina il Vescovo di Roma, Francesco, è tornato alla casa del Padre. La sua vita tutta intera è stata dedicata al servizio del Signore e della Sua chiesa”, ha detto il porporato al quale da oggi è affidata la guida della Chiesa nella fase di transizione: “ci ha insegnato a vivere i valori del Vangelo con fedeltà, coraggio ed amore universale, in modo particolare a favore dei più poveri e emarginati.
Con immensa gratitudine per il suo esempio di vero discepolo del Signore Gesù, raccomandiamo l’anima di Papa Francesco all’infinito amore misericordioso di Dio Uno e Trino”.
Ieri mattina il Pontefice, ha voluto affacciarsi dalla Loggia delle benedizioni per il messaggio “Urbi et Orbi” e per la benedizione finale e poi l’attraversamento in piazza tra i fedeli. E’ stato il suo ultimo saluto con la sua gente.
Nel messaggio il pontefice aveva pregato e chiesto pace per il mondo intero e soprattutto per quei Paesi in guerra. Il Papa era tornato tra i suoi fedeli. Poco prima il breve incontro a sorpresa con il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance a Casa Santa Marta per lo scambio degli auguri di Pasqua. Nel messaggio letto dal Maestro delle Cerimonie pontificie, mons. Diego Ravelli, anche il tema dei migranti, ma anche le donne e le vittime della guerra. “Nessuna pace è possibile senza un vero disarmo! L’esigenza che ogni popolo ha di provvedere alla propria difesa non può trasformarsi in una corsa generale al riarmo”, ha scritto nel testo evidenziando che a Gaza c’è “una drammatica e ignobile situazione umanitaria” e al contempo “preoccupa il crescente clima di antisemitismo che si va diffondendo in tutto il mondo”. “Cessate il fuoco, si liberino gli ostaggi e si presti aiuto alla gente, che ha fame e che aspira ad un futuro di pace!”, la richiesta del Pontefice. E poi il dolore per i femminicidi: “Quanta violenza vediamo spesso anche nelle famiglie, nei confronti delle donne o dei bambini!”. In mattinata la messa in san Pietro presieduta, su delega di Papa Francesco, dal card. Angelo Comastri.
“È un momento doloroso e di grande sofferenza per tutta la Chiesa. Affidiamo all’abbraccio del Signore il nostro amato Papa Francesco, nella certezza, come lui stesso ci ha insegnato, che ‘tutto si rivela nella misericordia; tutto si risolve nell’amore misericordioso del Padre’”. Lo ha detto il card. Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza Episcopale Italiana dopo la morte, questa mattina di Papa. Il porporato chiede a tutte le Chiese in Italia che “siano suonate le campane” in “segno di lutto e che siano favoriti momenti di preghiera personale e comunitaria, in comunione tra di noi e con la Chiesa universale”.
Raffaele Iaria
