Raffaele Iaria –
Mancano poche ore all’Extra Omnes. E’ arrivato il giorno fatidico. I cardinali elettori – 133 – oggi pomeriggio entreranno nella Cappella Sistina per eleggere il 267 successore di Pietro.
Dopo le Congregazioni Generali – dodici dalla morte di Papa Francesco avvenuta il 21 aprile scorso – questa mattina la Messa “Pro Eligendo Pontifice” presieduta dal decano del collegio cardinalizio, il card. Giovanni Battista Re che nella sua omelia ha detto che il mondo oggi “attende molto dalla Chiesa per la salvaguardia di quei valori fondamentali, umani e spirituali, senza i quali la convivenza umana non sarà migliore né portatrice di bene per le generazioni future”. “Siamo qui – ha detto il porporato – per invocare l’aiuto dello Spirito Santo, per implorare la sua luce e la sua forza perché sia eletto il Papa di cui la Chiesa e l’umanità hanno bisogno in questo tornante della storia tanto difficile, complesso e tormentato. Pregare, invocando lo Spirito Santo, è l’unico atteggiamento giusto e doveroso, mentre i Cardinali elettori si preparano ad un atto di massima responsabilità umana ed ecclesiale e ad una scelta di eccezionale importanza; un atto umano – ha spiegato il card. Re – per il quale si deve lasciar cadere ogni considerazione personale, e avere nella mente e nel cuore solo il Dio di Gesù Cristo e il bene della Chiesa e dell’umanità”. Il decano – che non entra in Conclave perché ultraottantenne, ha 91 anni – ha detto che “fra i compiti di ogni successore di Pietro vi è quello di far crescere la comunione: comunione di tutti i cristiani con Cristo; comunione dei Vescovi col Papa; comunione dei Vescovi fra di loro. Non una comunione autoreferenziale, ma tutta tesa alla comunione fra le persone, i popoli e le culture, avendo a cuore che la Chiesa sia sempre ‘casa e scuola di comunione’”. E poi il richiamo a mantenere l’unità della Chiesa “nel solco tracciato da Cristo agli Apostoli. L’unità della Chiesa è voluta da Cristo; un’unità che non significa uniformità, ma salda e profonda comunione nelle diversità, purché si rimanga nella piena fedeltà al Vangelo”. L’elezione del nuovo Papa – ha detto ancora il decano del collegio cardinalizio – “non è un semplice avvicendarsi di persone, ma è sempre l’Apostolo Pietro che ritorna”. Giovanni Paolo II nel “Trittico Romano” auspicava che, “nelle ore della grande decisione mediante il voto, l’incombente immagine michelangiolesca di Gesù Giudice ricordasse a ciascuno la grandezza della responsabilità di porre le ‘somme chiavi’ (Dante) nelle mani giuste. Preghiamo quindi perché lo Spirito Santo, che negli ultimi cento anni ci ha donato una serie di Pontefici veramente santi e grandi, ci regali – ha detto Re – un nuovo Papa secondo il cuore di Dio per il bene della Chiesa e dell’umanità. Preghiamo perché Dio conceda alla Chiesa il Papa che meglio sappia risvegliare le coscienze di tutti e le energie morali e spirituali nella società odierna, caratterizzata da grande progresso tecnologico, ma che tende a dimenticare Dio”. Nella preghiera dei fedeli il pensiero ai cardinali, ai popoli della terra, per il papa defunto Francesco, per gli oppressi dall’odio e dalla violenza. E oggi pomeriggio l’ingresso nella Cappella Sistina con l’ “Extra Omnes”.
