Raffaele Iaria –
È cominciato con alcuni fuori programma il Pontificato di papa Leone XIV. La sera della sua elezione, poco dopo la cena con i cardinali, è tornato nella sua abitazione, nel palazzo del Sant’Uffizio. Oggi due sorprese: la prima al Santuario della Madre del Buon Consiglio a Genazzano dove è conservata una immagine della Vergine cara all’Ordine di Sant’Agostino – di cui fa parte – e poi nella Basilica di Santa Maria Maggiore per rendere omaggio al suo predecessore, papa Francesco, lì seppellito, e alla Madonna Salus Populi Romani. In mattinata l’incontro, in forma privata, durato circa due ore, con i cardinali durante il quale ha rimarcato la sfida della Chiesa sull’Intelligenza artificiale ed ha esortato a rinnovare insieme la “piena adesione” al Concilio, raccogliere la “preziosa eredità” del suo predecessore Francesco e a riprendere il cammino, “animati dalla stessa speranza che viene dalla fede”.
“Voi, cari cardinali – ha detto poi – siete i più stretti collaboratori del Papa, e ciò mi è di grande conforto nell’accettare un giogo chiaramente di gran lunga superiore alle mie forze, come a quelle di chiunque” aggiungendo che la presenza dei porporati “mi ricorda che il Signore, che mi ha affidato questa missione, non mi lascia solo nel portarne la responsabilità”. “So prima di tutto di poter contare sempre, sempre sul suo aiuto, l’aiuto del Signore, e, per sua Grazia e Provvidenza, sulla vicinanza vostra e di tanti fratelli e sorelle che in tutto il mondo credono in Dio, amano la Chiesa e sostengono con la preghiera e con le buone opere il Vicario di Cristo”, ha spiegato papa Leone XIV che ha anche ringraziato il Decano del Collegio Cardinalizio, il card. Giovanni Battista Re – “merita un applauso almeno uno se non di più” -, la “cui sapienza, frutto di una lunga vita e di tanti anni di fedele servizio alla Sede Apostolica, ci ha molto aiutato in questo tempo”. E poi un ringraziamento al Camerlengo, il card. Kevin Joseph Farrell “per il prezioso e impegnativo ruolo che ha svolto nel tempo della Sede Vacante e della Convocazione del Conclave”. E un pensiero per i cardinali che, “per ragioni di salute, non hanno potuto essere presenti e con voi mi stringo a loro in comunione di affetto e di preghiera” e a papa Bergoglio, la cui dipartita è da vivere come “un evento pasquale”. Spiegando le ragioni della scelta del nome, papa Prevost ha ricordato Leone XIII che “con la storica Enciclica Rerum novarum, affrontò la questione sociale nel contesto della prima grande rivoluzione industriale”. E oggi, ha osservato, “la Chiesa offre a tutti il suo patrimonio di dottrina sociale per rispondere a un’altra rivoluzione industriale e agli sviluppi dell’intelligenza artificiale, che comportano nuove sfide per la difesa della dignità umana, della giustizia e del lavoro”. E “l’auspicio che San Paolo VI, nel 1963, pose all’inizio del suo Ministero petrino: ‘Passi su tutto il mondo come una grande fiamma di fede e di amore che accenda tutti gli uomini di buona volontà, ne rischiari le vie della collaborazione reciproca, e attiri sull’umanità, ancora e sempre, l’abbondanza delle divine compiacenze, la forza stessa di Dio, senza l’aiuto del Quale, nulla è valido, nulla è santo’”.
Poi, dicevamo, le due visite a sorpresa. La prima una scelta agostiniana: il Santuario di Genazzano dedicato alla Madonna del Buon Consiglio. Una visita in forma privata a questo santuario, retto dai religiosi dell’Ordine di Sant’Agostino dove ha ricevuto un’accoglienza festosa da parte di alcune centinaia di persone raccolte sulla piazza. Nel santuario il pontefice ha salutato i religiosi e si è fermato in preghiera, prima davanti all’altare e poi di fronte all’immagine della Vergine, dove con i presenti ha recitato la preghiera di Giovanni Paolo II alla Madre del Buon Consiglio seguita, dopo la recita dell’Ave Maria e il canto del Salve Regina, da un saluto: “Ho voluto tanto venire qui in questi primi giorni del nuovo Ministero che la Chiesa mi ha consegnato, per portare avanti questa missione come Successore di Pietro”. E ricordando la visita fatta dopo l’elezione a Priore generale dell’Ordine di Sant’Agostino, e la scelta di “offrire la vita alla Chiesa”, Leone XIV ha ribadito la sua “fiducia nella Madre del Buon Consiglio”, compagnia di “luce, saggezza” con le parole rivolte da Maria ai servitori nel giorno delle Nozze di Cana, riferite nel Vangelo di Giovanni: “Qualsiasi cosa vi dica, fatela”.
Insieme alla comunità – riferisce la sala Stampa della Santa Sede – il Papa ha poi raggiunto una sala interna per un incontro privato e al termine si è affacciato dal portale della Basilica e, salutando i presenti, ha rivolto loro alcune parole, esprimendo la gioia di essere potuto venire a pregare la Madre del Buon Consiglio, “un dono così grande” per il popolo di Genazzano, da cui deriva anche una grande responsabilità: “come la Madre mai abbandona i suoi figli, voi dovete essere anche fedeli alla Madre”. Papa Leone XIV ha quindi salutato i giovani, e i giovani di cuore – “Siamo tutti!”, ha detto – e ha evocato lo spirito di entusiasmo con cui seguire Gesù, secondo l’esempio di Maria. E prima di rientrare in Vaticano ha raggiunto Santa Maria Maggiore, dove si è fermato in preghiera davanti alla tomba di Papa Francesco e all’icona della Vergine, Salus Populi Romani con la rosa bianca tanto cara a Francesco. In mattina anche la pubblicazione dello stemma del Pontefice, quello scelto con l’ordinazione episcopale: “Lo stemma raffigura uno scudo diviso diagonalmente in due settori: quello in alto ha uno sfondo azzurro e vi è raffigurato un giglio bianco; quello in basso ha uno sfondo chiaro e vi è rappresentata una immagine che ricorda l’Ordine di sant’Agostino: un libro chiuso sul quale vi è un cuore trafitto da una freccia. L’immagine richiama l’esperienza della conversione di Sant’Agostino che lo stesso spiegava con le parole “Vulnerasti cor meum verbo tuo”, “Hai trafitto il mio cuore con la tua Parola”. Il motto “In Illo uno unum” è tratto dalle parole che Sant’Agostino ha pronunciato in un sermone, l’Esposizione sul Salmo 127, per spiegare che “sebbene noi cristiani siamo molti, nell’unico Cristo siamo uno”.

Domani, intanto, Leone XIV tornerà sulla loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro per il primo Regina Coeli (la preghiera mariana che sostituisce l’Angelus durante il Tempo Pasquale). Lunedì invece incontrerà gli operatori della comunicazione che hanno seguito il Conclave. Il 16 l’udienza al corpo diplomatico accreditato presso la Santa Sede. Domenica prossima 18 aprile, in piazza San Pietro, la messa di inizio pontificato. Il 20 maggio la presa di possesso della basilica di di San Paolo fuori le Mura mentre il giorno successivo è prevista la prima udienza generale del mercoledì. Il 25 maggio prenderà possesso
della basiliche papali di San Giovanni in Laterano e Santa Maria Maggiore.

