Raffaele Iaria –
La storia del Santuario di Pompei non è soltanto quella di un luogo di devozione mariana: è anche la storia di un rapporto continuo, quasi un filo teso nel tempo, che unisce la città fondata da san Bartolo Longo ai Pontefici. Ogni Papa, in epoche e contesti diversi, ha riconosciuto in Pompei un laboratorio di fede popolare, un centro educativo e un simbolo di rinascita spirituale. Le loro parole, le loro visite e i loro gesti hanno contribuito a trasformare un’opera nata in una valle desolata in un punto di riferimento per la Chiesa universale.
In questi giorni sta vivendo una attesa febbrile per l’attesa di Papa Leone XIV, che l’8 maggio reciterà la Supplica alla Vergine direttamente sul sagrato della Basilica. Un evento senza precedenti: mai un Pontefice aveva scelto di pronunciare la preghiera mariana proprio nel luogo voluto da Bartolo Longo, cuore pulsante della devozione popolare. La città, religiosa e laica insieme, è in fermento: hotel e B&B sono ormai “sold out”, mentre transenne, maxischermi e percorsi dedicati ridisegnano l’intero centro mariano.
La visita, che cade a un anno dall’elezione di Prevost, assume il valore di un gesto apostolico e simbolico. Pompei diventa un “tempio senza pareti”, dove ogni dettaglio – dai fiori ai canti – contribuisce a creare un clima di accoglienza.
Il legame tra i Pontefici e Pompei è una trama continua: Giovanni Paolo II vi giunse due volte, Benedetto XVI ne esaltò la dimensione caritativa, Francesco scelse una visita breve ma intensa. Ora Leone XIV si inserisce in questa scia, portando la sua impronta pastorale in un luogo che unisce preghiera e impegno sociale.
Già alla fine dell’Ottocento, quando Pompei era ancora un cantiere spirituale, Papa Leone XIII comprese la portata del progetto di Bartolo Longo. Il Papa del Rosario vide in quella iniziativa un modello di evangelizzazione semplice e potente. Fu lui a sostenere la nascita della Supplica e a elevare la chiesa a Basilica Pontificia, riconoscendo ufficialmente la missione mariana di Pompei.
Pio X
Il rapporto tra Pompei e la Santa Sede compì un salto decisivo con Pio X. Nel 1906 Longo gli consegnò il Santuario e tutte le opere annesse, trasformando Pompei in un’opera direttamente legata al Papa. Quel gesto sancì la natura universale della missione pompeiana e ne garantì la continuità oltre la vita del fondatore.
Benedetto XV
Nel pieno della Prima guerra mondiale, Benedetto XV scelse la Supplica come preghiera per implorare la pace. Recitata pubblicamente in Vaticano, divenne un segno di speranza in un’Europa ferita. Pompei, da quel momento, non fu più soltanto un santuario mariano, ma anche un luogo simbolico di intercessione per i popoli.
Giovanni XXIII e Paolo VI
Il Novecento vide altri due Papi legarsi profondamente a Pompei. Giovanni XXIII, devoto del Rosario fin da giovane sacerdote, guardava a Pompei come a un modello di catechesi popolare. Paolo VI, invece, lasciò un segno concreto: nel 1965 incoronò l’Icona della Madonna e, negli anni del Concilio, rilanciò il valore del Rosario come preghiera che introduce al mistero di Cristo.
Giovanni Paolo II
Nessun Papa, forse, ha intrecciato la propria vita con Pompei quanto Giovanni Paolo II. Visitò il Santuario due volte: nel 1979, all’inizio del pontificato, e nel 2003, quando affidò alla Vergine il mondo intero. Le sue parole e la sua presenza trasformarono Pompei in una tappa fondamentale del suo magistero mariano.
Benedetto XVI e Francesco
Nel 2008 Benedetto XVI giunse pellegrino ai piedi della Madonna del Rosario, sottolineando la continuità della tradizione mariana nella vita della Chiesa. Papa Francesco, nel 2015, scelse una visita breve ma intensa: pochi minuti di silenzio e preghiera davanti all’Icona, un gesto che rimane impresso nella memoria dei fedeli.
Pompei, quindi, è stata per i Papi un luogo privilegiato: un santuario che parla al popolo, una scuola di fede, un laboratorio di carità. Ogni Pontefice ha aggiunto un tassello a questa storia, rendendo Pompei non solo un centro di devozione, ma un punto d’incontro tra la Chiesa universale e la spiritualità del popolo cristiano.
