Raffaele Iaria –
Forse è ancora presto per affermare che l’Italia stia vivendo una stagione inattesa di risveglio religioso. Tuttavia, il primo anno di pontificato di Papa Leone XIV – eletto l’8 ottobre 2025 dopo la morte di Papa Francesco – coincide con segnali che vanno in questa direzione. I dati di un sondaggio SWG mostrano infatti un’inversione di tendenza che sorprende gli osservatori: emozioni come speranza e fiducia tornano a prevalere, mentre si riduce il fronte della disillusione.
In questo clima si inserisce l’enciclica Magnifica Humanitas, presentata lunedì, che rilancia la tradizione sociale della Chiesa nell’epoca dell’intelligenza artificiale. Il Papa denuncia i rischi di un modello tecnologico che riduce l’essere umano a semplice ingranaggio e invoca una nuova alleanza educativa e democratica. Un appello forte, dal tono profetico, che trova riscontro nell’opinione pubblica e contribuisce a ridefinire l’orizzonte della presenza ecclesiale nel mondo digitale.
I dati emersi dal sondaggio confermano un quadro che, a dodici mesi dall’elezione del nuovo Pontefice, pochi avrebbero immaginato. La percentuale di cittadini che si definiscono cattolici torna infatti a crescere, interrompendo una lunga fase di erosione: dal 48% del 2025 si risale al 50% nel 2026, segnando un’inversione di tendenza dopo anni di oscillazioni e incertezze. Parallelamente, diminuisce il numero dei delusi e dei distanti, mentre la Chiesa riconquista terreno sul piano simbolico ed emotivo.
Il clima attorno all’istituzione ecclesiale appare oggi più disteso. Speranza e fiducia – due indicatori chiave del rapporto tra cittadini e Chiesa – registrano un incremento rispettivamente di 6 e 4 punti rispetto al 2023. Cala invece l’indifferenza, che per anni aveva rappresentato la cifra dominante del rapporto tra italiani e religione. A cambiare non è solo l’umore, ma anche la percezione dell’identità ecclesiale: il 62% degli intervistati ritiene che la Chiesa offra una visione del mondo alternativa a quella prevalente, mentre il 61% respinge l’idea che abbia smarrito la propria identità. Segnali che indicano un ritorno di autorevolezza, soprattutto culturale.
In questo scenario, la figura di Papa Leone XIV emerge come uno dei principali motori della rinnovata vitalità religiosa. A un anno dall’inizio del pontificato, il giudizio degli italiani è nettamente positivo: il 48% esprime apprezzamento, mentre solo il 14% manifesta un’opinione negativa. Le emozioni più associate al Pontefice – speranza (39%), fiducia (35%) e serenità (29%) – delineano un profilo di guida rassicurante, capace di parlare a un Paese che chiede chiarezza e punti di riferimento.
Secondo gli intervistati, la forza del pontificato risiede soprattutto nella capacità di rendere riconoscibile la voce della Chiesa nel dibattito pubblico. Il 53% ritiene che Papa Leone XIV abbia saputo esprimere con nettezza le posizioni ecclesiali, mentre il 52% lo considera pienamente in linea con il messaggio di Cristo. Quasi la metà degli italiani lo percepisce come vicino alle persone, e una quota significativa ne riconosce il peso anche sul piano internazionale, dove il 41% valuta positivamente la sua influenza.
Particolare attenzione ha suscitato l’impegno del Pontefice nei principali scenari di conflitto e la risposta ferma alle dichiarazioni del presidente Trump. Due episodi che, secondo gli analisti, hanno contribuito a rafforzare l’immagine di un papato capace di coniugare fermezza e coerenza evangelica, intercettando il bisogno diffuso di una guida morale autorevole.
Il primo anno di Leone XIV si chiude dunque con un bilancio che va oltre i numeri: la Chiesa appare più ascoltata, più riconosciuta e più capace di generare emozioni positive. Un risultato che segna non solo la ripresa di un’istituzione, ma anche la possibilità di un nuovo rapporto tra cattolici e società italiana.
