Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Foto Vatican Media

Raffaele Iaria –

Il secondo Concistoro del pontificato di Leone XIV si è chiuso ieri sera nell’Aula Nuova del Sinodo, dopo due giornate dense, segnate da un clima di ascolto, preoccupazione e – nelle intenzioni del Papa – di ricucitura. “La guerra non è mai degna dell’uomo, e non è mai benedetta da Dio”, aveva scandito aprendo i lavori che ha dato la cifra dell’intero appuntamento .

Il Papa ha chiesto ai cardinali un sostegno esplicito: “Ho bisogno del vostro appoggio: forte, esplicito e pubblico. Ho bisogno di sentirmi sostenuto da voi come da fratelli”. Una richiesta che segna un cambio di stile: il Collegio torna ad essere, nelle intenzioni del Pontefice, un vero “senato del Papa”, chiamato a condividere responsabilità e discernimento.

Il cuore del Concistoro è stato la riflessione sull’enciclica Magnifica humanitas, che ha fornito la cornice teologica e antropologica dei lavori. Il cardinale sudafricano Stephen Brislin ha aperto la terza sessione con una meditazione sulla “cultura della potenza” e sulla necessità di costruire “la civiltà dell’amore” .

Il Papa ha insistito sul nesso tra conflitti globali e crisi antropologica: “La guerra nasce da una cultura della potenza che attraversa il nostro modo di pensare, di vivere le relazioni, di esercitare il potere, di usare l’economia, la tecnologia e perfino la religione” .

Da qui l’appello a “non rassegnarci alla violenza. La violenza non avrà l’ultima parola” . E l’invito a rilanciare il multilateralismo, oggi indebolito: “Dio desidera la pace per ogni nazione e per ogni popolo” .

I gruppi di lavoro hanno restituito un quadro globale segnato da polarizzazioni, crisi della famiglia, solitudini generazionali, crescita dei suicidi, uso di droghe, sfiducia nelle istituzioni, violenza diffusa, antisemitismo in aumento e nuove forme di esclusione dei migranti.

Il Papa ha chiesto di ascoltare i giovani “nella loro ricerca di autenticità, di relazioni vere e di senso”, ricordando che “la sofferenza talvolta li conduce fino alla disperazione estrema di togliersi la vita” .

Sulla famiglia, ha ribadito che “là dove è ferita o isolata, tutta la società ne porta le conseguenze” e ha annunciato per ottobre un incontro con i presidenti delle Conferenze episcopali per i dieci anni di Amoris laetitia, al quale parteciperanno anche alcune famiglie0.

La sessione finale è stata dedicata al cammino di attuazione del Sinodo. Il cardinale Mario Grech ha ricordato che “la sinodalità non è fine a sé stessa: esiste perché la Chiesa possa annunciare meglio il Vangelo” .

Leone XIV ha precisato che la sinodalità “non è un insieme di riunioni” né una diminuzione dell’autorità, ma “un atteggiamento, un’apertura, una disponibilità a comprendere”.  E ha chiesto ai cardinali di aiutarlo a custodire “la comunione di Cristo”, con “libertà, franchezza e lealtà”.

Il Papa ha annunciato che il Concistoro diventerà appuntamento annuale: “Non ho ancora fissato la data. Conto di comunicarvela verso la fine dell’anno” .

Un segnale di continuità e di stile: Leone XIV vuole un governo della Chiesa che non si chiuda, che ascolti, che condivida. “Vedere cardinali provenienti da Chiese, culture e situazioni così diverse ascoltarsi reciprocamente è stato per me motivo di consolazione e di speranza”.

Il Concistoro si chiude con un appello che è insieme spirituale e geopolitico: “Dio continua ad aprire nella storia cammini di riconciliazione e di pace. Abbiamo la responsabilità di percorrerli con coraggio».

In un mondo segnato da guerre, violenze, povertà, polarizzazioni e crisi del senso, Leone XIV chiede alla Chiesa di essere “madre”, “luogo di incontro”, “testimonianza credibile”, “costruttrice di comunità fraterne”.

E di farlo insieme, senza paura della complessità, senza cedere alla frammentazione, senza smarrire la dignità dell’uomo: “Siamo esseri umani, non bestie”. E non poteva mancare un appello per il Venezuela, devastato da un terremoto con centinaia di morti, feriti e dispersi. “Chiediamo – ha detto ldeone XIV – che non venga meno la solidarietà della comunità internazionale” per questo Paese.