Raffaele Iaria –
Nel Borgo Laudato si’, immerso nei Giardini Pontifici di Castel Gandolfo, la giornata “A pranzo con il Papa” ha riunito volti e storie provenienti da ogni parte del mondo. Un incontro che, nelle intenzioni di Papa Leone XIV, vuole essere segno concreto di una Chiesa capace di accogliere e di costruire legami autentici. “Sono venuto senza discorso, però con fame. Fame di giustizia, fame di autentica carità, con fame per una chiesa che veramente sa aprire le porte e accogliere, ricevere tutti, dove c’è amore per tutti e dove nessuno è nemico, dove tutti sappiamo vivere la riconciliazione, il perdono e la pace”, ha detto il Pontefice aprendo la giornata.
Attorno alla sua tavola sedevano persone che portano con sé percorsi complessi e spesso dolorosi. Irene, rifugiata tanzaniana, era accompagnata dai suoi due bambini di sette e cinque anni. Accanto a lei un uomo ucraino ospitato da una parrocchia romana; poco più in là Isabel, giovane peruviana che studia all’università ed è sostenuta dal Centro Astalli. C’era anche Conde, originario del Sudan, che proprio al Borgo Laudato si’ ha seguito un corso di formazione nel settore della pasticceria. Insieme a loro, un cittadino italiano seguito da una comunità parrocchiale della capitale. Gli altri ospiti, circa duecento persone in condizione di vulnerabilità sociale della Diocesi di Roma, erano disposti lungo una mensa unica, lunga diverse decine di metri.
Il Papa ha ricordato il senso profondo dell’incontro: “Sapete molto bene che il Papa ha come titolo fra i diversi che ha, quello di pontefice, costruttore di ponti. Noi oggi vorremmo anche fare un ponte con tutti voi, con le vostre famiglie e con la società nella quale vogliamo vivere, ma vivere con giustizia, vivere dove si possono eliminare le cause della povertà, dove si possono eliminare le cause delle ingiustizie che ancora esistono nel nostro mondo. Questa è la chiesa che vogliamo essere”.
Prima del Pontefice erano intervenuti alcuni rappresentanti della Curia. Il Cardinale Fabio Baggio, prossimo Pro-Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, aveva ricordato: “In un tempo in cui la cultura dello scarto rischia di relegare i margini di tante persone, questo luogo desidera essere un piccolo segno di speranza”.
Il Cardinale Baldassare Reina, Vicario Generale per la Diocesi di Roma, aveva invece richiamato la missione della Chiesa: “Gesù ci consegna una missione che continua a risuonare nel cuore della chiesa. E un invito a non rimanere fermi, a non attendere che gli altri vengano a noi, ma ad avere il coraggio di uscire”.
Infine mons. Luis Marín de San Martín, Prefetto del Dicastero per il Servizio della Carità, aveva sottolineato la centralità degli ultimi: “Non siamo qui soltanto per ammirare un patrimonio naturale e di straordinaria bellezza, ma per vivere un’esperienza più profonda. Non può esistere una vera ecologia senza un’autentica attenzione agli ultimi”.
Il pranzo condiviso con Papa Leone XIV rappresenta la seconda edizione dell’iniziativa: il 17 agosto dell’anno precedente il Pontefice aveva pranzato con persone in situazione di povertà provenienti dalla Diocesi di Albano.
