Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Raffaele Iaria –

I giovani scrivono ai cardinali che saranno chiamati ad eleggere il 267mo successore dell’Apostolo Pietro. Sono i giovani dell’associazione cattolica belga “Kamino”. “Cari Servitori del Signore”, scrivono nella lettera aperta indirizzata a “tutti i pastori chiamati a costruire il futuro”.

Nella missiva, lettera, sostenuta anche da suor Xiskya Valladares, che è stata madre sinodale al Sinodo sulla Sinodalità ed è impegnata nel mondo dei social – i giovani scrivono che “siamo a un crocevia. La morte di Papa Francesco non segna la fine di un’epoca, ma rappresenta un invito. Un invito a continuare a sperare. A proseguire il cammino da lui tracciato. A tornare ad essere Chiesa pellegrina”.
“Vi scriviamo non da lontano, ma da una profonda comunione. Come giovani, accompagnatori, donne, laici. Come figli di una Chiesa che desidera rinnovarsi — ispirata da questo Anno Giubilare e alimentata dalla promessa di Spes non confundit: che la speranza non deluderà. Desideriamo – si legge nel testo firmato dalla religiosa e dalla direttrice dell’organizzazione giovanile Sofi Van Ussel – una Chiesa che creda che lo Spirito di Dio continui a soffiare, anche oggi, anche attraverso i giovani, anche su nuove strade. Onorare il passato. Non dimentichiamo. Onoriamo i molti papi, sacerdoti, religiose, laici, donne e martiri che ci hanno preceduti. Hanno trasmesso la fede con ardore, a volte con sofferenza, spesso con amore. Ma riconosciamo anche le ombre: il clericalismo, gli abusi di potere, il silenzio colpevole. Onorare il passato significa anche imparare dal passato. Non per restarvi imprigionati, ma per guarire. Abbracciare il presente”.
Per i giovani Papa Francesco ha “mostrato un altro modo di essere Chiesa”: ha “aperto porte, infranto tabù, parlato di abusi, di strutture di potere, della natura come sorella. Si è recato in luoghi dove altri leader mondiali non hanno avuto il coraggio di andare. Ha chiamato i giovani a ‘fare chiasso’, non per ribellione, ma per amore del mondo. Ha costruito una cultura del dialogo – con la società, con le altre religioni, con chi pensa e sente diversamente”.
Per i giovani una “Chiesa viva sceglie il futuro”. E quel futuro “non si può scrivere senza i giovani, senza le donne, senza i laici”. “Non permettete – è stato l’invito – che il conclave sia uno spazio chiuso. Fate che sia una sorgente di rinnovamento spirituale”. “Non scegliete solo un papa. Scegliete un pellegrino. Un pastore. Un costruttore di pace. Fate che la vostra scelta sia un passo verso una Chiesa dove i giovani non siano solo accolti, ma coprotagonisti. Fate che la vostra scelta sia un’eco di Francesco e una risposta profetica al futuro”.

Raffaele Iaria