Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Foto Vatican Media

Raffaele Iaria –

Primo Regina Coeli (la preghiera mariana che sostituisce l’Angelus nel tempo pasquale) di papa Leone XIV dalla finestra del suo studio al Palazzo Apostolico. Ad ascoltarlo migliaia di fedeli e pellegrini giunti a Roma per il Giubileo. Tra questi circa 1200 dalla diocesi di Cosenza-Bisignano e 800 ragazzi cresimandi della diocesi di Genova. Per la prima volta, dall’inizio del pontificato di Leone XIV, dalla finestra del Palazzo apostolico il drappo rosso con il suo simbolo.

Il papa non ha voluto far mancare nuovamente il suo sostegno ai paesi che soffrono:  “La nostra preghiera abbraccia tutti i popoli che soffrono a causa della guerra”, ha detto dopo il Regina Coeli che ha nuovamente cantato. Il Pontefice ha ricordato che ieri, memoria liturgica della Beata Vergine Maria Aiuto dei cristiani, – si è celebrata la giornata di preghiera per la chiesa in Cina istituita dal Papa Benedetto XVI. “Nelle chiese e nei santuari della Cina e in tutto il mondo si sono elevate preghiere a Dio come segno della sollecitudine e dell’affetto per i cattolici cinesi e della loro comunione con la Chiesa universale”, ha ricordato Papa Prevost che ha anche ricordato che, sempre ieri, è stato beatificato, in Polonia, Stanislae Streich “sacerdote diocesano ucciso in odio alla fede nel 1938 perché la sua opera in favore dei poveri e degli operai infastidiva i seguaci dell’ideologia comunista . Il suo esempio possa stimolare in particolare i sacerdoti a spendersi generosamente per il Vangelo e per i fratelli “. E poi l’Enciclica di papa Francesco, “Laudato si’”, a 10 ani dalla pubblicazione. Una enciclica dedicata alla cura della casa comune che – ha detto papa Leone XIV – ha visto “innumerevoli iniziative” per insegnare “a tutti ad ascoltare il duplice grido della terra e dei poveri”, salutando e incoraggiando  il Movimento Laudato si’ e “tutti coloro che portano avanti questo impegno”.

“Sono ancora all’inizio del mio ministero in mezzo a voi e desidero anzitutto ringraziarvi per l’affetto che mi state manifestando, mentre vi chiedo di sostenermi con la vostra preghiera e vicinanza”, ha detto iniziando il Regina Coeli sottolineando che “il Signore ci chiama, nel percorso di vita così come nel cammino di fede”. Il Vangelo della domenica – ha spiegato – “ci dice che non dobbiamo guardare alle nostre forze, ma alla misericordia del Signore che ci ha scelti, certi che lo Spirito Santo ci guida e ci insegna ogni cosa”. “Agli Apostoli che, alla vigilia della morte del Maestro, sono turbati e angosciati e si chiedono come potranno essere continuatori e testimoni del Regno di Dio – ha ricordato il Pontefice – Gesù annuncia il dono dello Spirito Santo, con questa meravigliosa promessa: ‘Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui’. Così, Gesù libera i discepoli da ogni angoscia e preoccupazione e può dire loro: ‘Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore’”. “Se rimaniamo nel suo amore, infatti – ha detto il papa –  Lui stesso prende dimora in noi, la nostra vita diventa tempio di Dio e questo amore ci illumina, si fa spazio nel nostro modo di pensare e nelle nostre scelte, fino a espandersi anche verso gli altri e irradiare tutte le situazioni della nostra esistenza”.