Raffaele Iaria
Famiglie, bambini, nonni e anziani provenienti da 131 Paesi del mondo si sono ritrovato, in questo fine settimana per il loro Giubileo conclusosi con la messa in Vaticana presieduta da papa Leone XIV. Nel pomeriggio lo stesso Pontefice ha accolto, per la prima volta in Vaticano, i ciclisti del Giro d’Italia e che ha salutato con un breve discorso a braccio: “Siete modelli per i giovani di tutto il mondo’” ha detto loro” aggiungendo: “spero per tutti voi sia veramente una giornata bellissima. Sappiate che siete modelli per i giovani di tutto il mondo tanto si ama il Giro d’Italia non solo in Italia”. Il ciclismo è “tanto importante come lo sport in generale”. Da qui il ringraziamento “per tutto quello che fate, siete modelli davvero. Spero che come avete imparato a curare il corpo, che anche lo spirito sia sempre benedetto e siate sempre attenti a tutto l’essere umano: corpo, mente, cuore e spirito. Che Dio vi benedica!”. A pranzo il Pontefice ha voluto recarsi nella Curia Generalizia Agostiniana per il 70 compleanno del Priore Generale Alejandro Moral Anto’n.
Durante la celebrazione in piazza San Pietro con famiglie, bambini ed anziani papa Leone XIV ha lanciato un appello per l’unità della famiglia. Prima delle celebrazione sul sagrato della basilica ha voluto salutare i tanti presenti percorrendo, sulla papamobile, la piazza. “La Vergine Maria benedica le famiglie e le sostenga nelle loro difficoltà: penso specialmente a quelle che soffrono a causa della guerra in Medio Oriente, in Ucraina e in altre parti del mondo. La Madre di Dio ci aiuti a camminare insieme sulla via della pace”, ha detto il Pontefice durante la preghiera mariana del Regina Coeli. “Sono contento di accogliere tanti bambini, che ravvivano la nostra speranza! Saluto tutte le famiglie, piccole chiese domestiche, in cui il Vangelo è accolto e trasmesso. La famiglia – diceva San Giovanni Paolo II – ha origine dall’amore con cui il Creatore abbraccia il mondo creato. Che la fede, la speranza e la carità crescano sempre nelle nostre famiglie”, ha detto il Papa salutando in modo “speciale” i nonni e gli anziani: “voi siete modello genuino di fede e ispirazione per le giovani generazioni”. Durante l’omelia della celebrazione aveva parlato di una “umanità che viene tradita” ogni volta che s’invoca la libertà non per donare la vita, bensì per toglierla, non per soccorrere, ma per offendere”. Per Leone XIV anche “davanti al male, che contrappone e uccide, Gesù continua a pregare il Padre per noi, e la sua preghiera agisce come un balsamo sulle nostre ferite, diventando per tutti annuncio di perdono e di riconciliazione”. “Siamo qui – ha detto – per essere ‘uno’ come il Signore ci vuole ‘uno’, nelle nostre famiglie e là dove viviamo, lavoriamo e studiamo: diversi, eppure uno, tanti, eppure uno, sempre, in ogni circostanza e in ogni età della vita”. Attraverso l’unità “saremo segno di pace per tutti, nella società e nel mondo. E non dimentichiamo: dalle famiglie viene generato il futuro dei popoli”.
Oggi il mondo ha bisogno dell’ “alleanza coniugale per conoscere e accogliere l’amore di Dio e superare, con la sua forza che unifica e riconcilia, le forze che disgregano le relazioni e le società”. Per Leone XIV il matrimonio “non è un ideale, ma il canone del vero amore tra l’uomo e la donna: amore totale, fedele, fecondo”. Un amore che rende “capaci, a immagine di Dio, di donare la vita”. Da qui l’invito ai genitori ad essere per i figli “esempi di coerenza, comportandovi come volete che loro si comportino, educandoli alla libertà mediante l’obbedienza, cercando sempre in essi il bene e i mezzi per accrescerlo. E voi, figli, siate grati ai vostri genitori: dite grazie, per il dono della vita e per tutto ciò che con esso ci viene donato ogni giorno”. “Infine a voi, cari nonni e anziani, raccomando di vegliare su coloro che amate, con saggezza e compassione, con l’umiltà e la pazienza che gli anni insegnano”. Il papa ha quindi citato i coniugi che sono stati dichiarati beati e santi insieme: un “segno che da’ gioia e al tempo stesso fa riflettere”. Louis e Zelie Martin, i genitori di Santa Teresa di Gesù Bambino; i Beati Luigi e Maria Beltrame Quattrocchi, “la cui vita familiare si è svolta a Roma nel secolo scorso”. E – ha detto ancora – “non dimentichiamo la famiglia polacca Ulma: genitori e bambini uniti nell’amore e nel martirio”. “Dicevo – ha aggiunto – che si tratta di un segno che fa pensare. Sì, additando come testimoni esemplari degli sposi, la Chiesa ci dice che il mondo di oggi ha bisogno dell’alleanza coniugale per conoscere e accogliere l’amore di Dio e superare, con la sua forza che unifica e riconcilia, le forze che disgregano le relazioni e le società”.
Il 6 giugno l’incontro del Papa con il presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella. Primo incontro ufficiale del Capo dello Stato che aveva incontrato papa Leone XIV al termine della messa di insediamento del Pontefice. (Leo)
