Pubblichiamo la recensione al volume “Santa Faustina Kowalska. Una questione di cuore (Edizioni San Paolo) pubblicata oggi dal quotidiano “Eco di Bergamo” firmata da Elisa Roncalli
Una figura straordinaria, quella di Maria Faustina Kowalska – al secolo Helena Kowalska – religiosa e mistica polacca nata in una famiglia di contadini nel villaggio di Głogowiec, il 25 agosto 1905, centoventi anni fa, e mancata a Cracovia appena trentatreenne, il 5 ottobre 1938. Una figura segnata dal messaggio sul valore della Misericordia, al centro delle visioni che ebbero lei protagonista negli ultimi tredici anni della sua vita. Visioni che l’avrebbero poi consacrata «l’apostola della divina misericordia». Ovvero misericordia «che non perdona soltanto i peccati, ma viene anche incontro a tutte le necessità degli uomini», chinandosi «su ogni miseria umana, materiale e spirituale». Così Giovanni Paolo II il 30 aprile 2000 nell’omelia della canonizzazione di Faustina durante il Grande Giubileo, giorno in cui istituì la Festa della Divina Misericordia spiegando il senso di quell’evento. E aggiungeva: «Il suo messaggio di misericordia continua a raggiungerci attraverso il gesto delle sue mani tese verso l’uomo che soffre».

Alla bibliografia sulla religiosa delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia (dov’era stata accolta), oggi venerata in tutto il mondo (cinque anni fa Papa Francesco ne ha inserito la celebrazione nel calendario romano), si aggiunge ora una nuova opera curata da don Enzo Gabrieli e da Raffaele Iaria. S’intitola «Santa Faustina Kowalska. Una questione di cuore» (San Paolo, pagine 272, euro 18) e ha la prefazione del gesuita padre Renato Colizzi, direttore nazionale della Rete Mondiale di Preghiera del Papa. Si tratta di pagine che vogliono riaffermare l’attualità del messaggio ricevuto da questa apostola dell’amore di Dio e dell’amore dei fratelli – per lei pratiche indissociabili – ancorandolo agli insegnamenti di Wojtyla e di Bergoglio, anche in relazione alla perdurante situazione contemporanea, segnata da conflitti in ogni continente. Inoltre, il testo vuole contribuire a far conoscere la devozione al Sacro Cuore di Gesù alla luce dell’enciclica «Dilexit Nos», incentrata sul «tornare al cuore». «L’architrave che sorregge la vita della Chiesa è la misericordia». È con questa frase, tratta dalla «Misericordiae Vultus», la bolla di indizione del Giubileo Straordinario della Misericordia del 2015, che gli autori aprono il libro. Nell’intento di condurre i lettori alla scoperta o riscoperta della Kowalska. Per farlo, don Gabrieli e Iaria ne presentano in modo accurato l’avventura umana e spirituale, le prove attraversate, ne scandagliano il singolare «Diario». In un racconto sor vegliato anche dai suoi confessori, fra i quali spicca quella celebre richiesta, così descritta: «…nella mia cella, vidi il Signore Gesù vestito di una veste bianca: una mano alzata per benedire, mentre l’altra toccava sul petto la veste, che ivi leggermente scostata lasciava uscire due grandi raggi, uno rosso, l’altro pallido. […]. Dopo un istante Gesù mi disse: “Dipingi un’immagine secondo il modello che vedi, con sotto scritto: Gesù, confido in Te!. Desidero che questa immagine venga venerata prima nella vostra cappella, e poi nel mondo intero. Prometto che l’anima che venererà quest’immagine non perirà”…». Ancora, gli autori spiegano qui l’evoluzione del culto della Divina Misericordia, il movimento ad essa ispirato che riunisce nella Chiesa milioni di persone. A chiudere il volume, un’appendice con testi di preghiere e persino la testimonianza di Claudia Koll, attrice oggi impegnata in attività di carità. (El. Ro. – Eco di Bergamo)

