Raffaele Iaria
L’eparchia di Lungro degli Italo-Albanesi dell’Italia Continentale, in Calabria, ha vissuto una giornata di grande gioia ieri per l’ordinazione episcopale – la Chirotonia – di Raffaele De Angelis, vescovo eletto di Piana degli Albanesi.
La Divina Liturgia è stata presieduta, nella Cattedrale “San Nicola di Mira”, dall’eparca di Lungro, Donato Oliverio. Co-consacranti sono stati l’amministratore apostolico di Piana degli Albanesi, il cardinale Francesco Montenegro, e l’esarca apostolico di Grecia, il benedettino Manuel Nin Güell, già rettore del Seminario presso il quale il neo vescovo De Angelis ha completato il suo percorso di formazione.
Alla celebrazione hanno partecipato, tra gli altri, anche il prefetto del Dicastero per le Chiese Orientali il cardinale Claudio Gugerotti; l’arcivescovo emerito di Palermo, il cardinale Paolo Romeo; il vescovo di Acireale Antonino Raspanti, presidente della Conferenza episcopale siciliana; l’arcivescovo di Reggio Calabria-Bova Fortunato Morrone, presidente dei vescovi calabresi. Con loro, rappresentanti delle istituzioni delle due regioni e molti sacerdoti, diaconi, e fedeli anche provenienti da Piana degli Albanesi e dalla diocesi di Lungro con tradizionali abiti arbëreshë.
«È particolarmente significante che tu hai ricevuto la pienezza del sacramento dell’ordine in questa chiesa cattedrale, la tua chiesa di origine in Lungro», ha detto Oliverio rivolgendosi al neo eparca. Il vescovo è «uomo della Parola», è «uomo dei Sacramenti» e «uomo della Comunione» ha detto ancora, aggiungendo che ad attendere l’eparca De Angelis «con cuore aperto» è la Chiesa di Piana degli Albanesi, «Chiesa di grandi tradizioni, dei tanti valori e dalle tante inquietudini», e ha invitato a «guardare con speranza al futuro perché la Chiesa degli Italo-albanesi ha un grande avvenire, sia dal lato spirituale religioso che da quello culturale, sociale e umano. Spetta a noi, nella linea del Concilio Vaticano II, promuovere una migliore conoscenza dei grandi tesori spirituali contenuti nella tradizione orientale». Questa presenza in Italia è «un riconoscimento della loro propria identità ecclesiale che conferma un proprio ruolo ecumenico». «Aperto alla comunione, all’ecumenismo – ha concluso Oliverio rivolgendosi sempre al nuovo eparca di Piana degli Albanesi – sentirai particolarmente il tuo legame con la Chiesa dove il Signore ti ha generato e dove ti invia come sacramento di generazione».
Nel suo saluto, De Angelis si è detto «dispiaciuto» nel lasciare la terra e la diocesi di origine ma anche «molto contento» nel poter «servire questa nuova Chiesa in terra di Sicilia che aspettava di avere un nuovo pastore» e ha ringraziato il Papa per la nomina a guidare questa diocesi arbëreshë.
Oggi il neo eparca De Angelis ritornerà nella sua parrocchia di Acquaformosa, dove era parroco fino alla nomina a vescovo, per la Divina Liturgia, mentre farà ingresso a Piana degli Albanesi domenica prossima, 16 novembre. (Avvenire)
