Raffaele Iaria –
Raffaele Iaria
Un pellegrinaggio denso e ricco di segni e di messaggi da meditare quello di papa Leone XIV in
Libano dove convivono 18 comunità religiose appartenenti sia alle quattro famiglie cristiane
(cattolica, ortodossa, ortodossa orientale ed evangelica) sia ai vari rami dell’islam (sunnita, sciita,
drusa e alauita).
“Avete il dono del tempo, usatelo per sognare e costruire” ha detto il Papa ai giovani: “voi siete il
presente e tra le vostre mani già si sta costruendo il futuro! E avete l’entusiasmo per cambiare il
corso della storia!”. Una storia – ha aggiunto – “intessuta di pagine gloriose, ma segnata anche da
ferite profonde, che stentano a rimarginarsi”.
A Beirut campeggiano, in ogni angolo della città, grandi manifesti con la scritta “Beati gli operatori
di pace” mentre folle di persone si addensano nei luoghi di passaggio del Pontefice che ripete più
volte “Pace”: “l’amore per la pace non conosce paura di fronte alle sconfitte apparenti, non si lascia
piegare dalle delusioni, ma sa guardare lontano, accogliendo e abbracciando con speranza tutte le
realtà. Ci vuole tenacia per costruire la pace”, ha detto invitando a non cedere “a localismi e
nazionalismi” e a rifuggire da “una sorta di pessimismo e sentimento di impotenza” quando “le
grandi decisioni sembrano essere prese da pochi e spesso a scapito del bene comune”. “Continuare
a sperare e a lavorare per la pace, anche quando attorno tuona il rumore delle armi”, è stato l’invito
di Leone XIV che ha sottolineato che “non possiamo restare indifferenti. Di qui la necessità di
“impegnarci, affinché nessuno debba più fuggire dal suo Paese a causa di conflitti assurdi e spietati,
e affinché chi bussa alla porta delle nostre comunità non si senta mai respinto, ma accolto con le
parole: ‘Benvenuto a casa!’”. “La vera resistenza al male non è il male, ma l’amore, capace di
guarire le proprie ferite, mentre si curano quelle degli altri”. Da qui l’invito ad attingere dalle
“radici buone dell’impegno di chi serve la società e non se ne serve per i propri interessi. Con un
generoso impegno per la giustizia, progettate insieme un futuro di pace e di sviluppo”.
Ieri il rientro a Roma: oggi sospesa l’udienza generale del mercoledì mentre sabato è confermata
l’udienza giubilare in Vaticano.
