Raffaele Iaria –
“Avendo a cuore il bene della Chiesa, che ho servito e continuerò a servire con fedeltà e amore, nonché per contribuire alla comunione e alla serenità del conclave, ho deciso di obbedire come ho sempre fatto alla volontà di Papa Francesco di non entrare in conclave pur rimanendo convinto della mia innocenza”. Sono arrivate in prima mattina di oggi queste poche righe deal card. Angelo Becciu per ribadire la sua posizione, ovvero che è innocente e per comunicare che non entrerà in Conclave.
Questa mattina la sesta Congregazione generale dei cardinali si è riunita in vista del 7 maggio quando i porporati – dopo la “Missa Pro Eligendo Pontefice, presieduta dl Decano del Collegio Cardinalizio, il card. Giovanni Battista Re – entreranno nella Cappella Sistina per eleggere il nuovo successore di Pietro dopo la morte di Papa Francesco avvenuta il 21 aprile scorso. In Conclave entreranno 133 porporati (rispetto ai 135 previsti). Due infatti non potranno essere in Vaticano per motivi di salute. Il quorum per l’elezione del nuovo Papa scende dai 90 previsti a 89, cioè “almeno la maggioranza dei due terzi”. (AGI).
Questa mattina ad aprire la Congregazione generale una meditazione affidata all’abate di San Paolo fuori le mura, Donato Ogliari. Lo rende noto la sala stampa vaticana informando che i presenti erano oltre 180. Tra questi circa 120 i cardinali che entreranno in Conclave e che esprimeranno il loro voto per il nuovo Papa. Nella discussione sono intervenuti una ventina di porporati trattando diversi temi: “le sfide che si trova affrontare la Chiesa, secondo la prospettiva geografica di provenienza dei cardinali” e “alla responsabilità della Chiesa per la pace”, come ha detto il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni. Nella meditazione l’abate don Ogliari ha detto che “anche se il luogo del ‘conclave’ – come dice il termine stesso – è un luogo chiuso a chiave, esso sarà in realtà spalancato sul mondo intero, se a prevalere sarà la libertà dello Spirito che, quando tocca i cuori e le menti, ringiovanisce, purifica, ricrea”. “Lasciate, dunque, che la luce dello Spirito – ha aggiunto rivolgendosi ai porporati – incroci la vostra libertà; lasciate che entri in dialogo con voi, con il vostro mondo interiore e – tramite voi – con quel mondo così variegato e universale di cui siete espressione; lasciate che si insinui nelle pieghe dei vostri colloqui, dialoghi, confronti; e lasciate che trovi posto anche nelle dinamiche, talora dialettiche, che caratterizzano ogni consesso umano, e dunque anche il vostro”.
Il Collegio dei Cardinali ha voluto anche esprimere “un sentito ringraziamento” ai Capi delle Chiese e delle comunità ecclesiali non cattoliche che sono stati presenti o hanno inviato loro Delegazioni ai funerali di Papa Francesco lo scorso 26 aprile, come pure ai rappresentanti dell’ebraismo, dell’islam e delle altre religioni. “Con riconoscenza per la solidarietà dimostrata nel momento del dolore”, il Collegio dei Cardinali si rivolge anche a tutte le Delegazioni civili che hanno partecipato, e a quanti le hanno guidate: Sovrani, Principi, Capi di Stato e di Governo, Ministri e altre Autorità governative. La loro presenza – si legge in una nota diffusa dalla Sala Stampa della Santa Sede – è stata “particolarmente apprezzata come partecipazione al dolore della Chiesa e della Santa Sede per la scomparsa del Pontefice e come omaggio al suo incessante impegno in favore della fede, della pace e della fraternità fra tutti i popoli della terra”. I Cardinali intendono ringraziare in particolare le Autorità italiane, la Città di Roma, il servizio d’ordine, la Protezione Civile, i mezzi di comunicazione e i lavoratori, inclusi i dipendenti della Santa Sede e del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che hanno “contribuito, con grande impegno e generosità, alla predisposizione di quanto necessario per le varie celebrazioni, riconoscendo che, grazie alla loro opera, tutto si è svolto in ordine e tranquillità”. Un “grato” pensiero i porporati – che stanno partecipando alle Congregazioni generali in vista del Conclave – inviano alle migliaia di adolescenti e di ragazzi che hanno partecipato al Giubileo di domenica 27 aprile u.s., dimostrando “il volto di una Chiesa viva della vita del suo Signore Risorto, e a tutto il popolo di Dio che cammina con speranza verso il futuro”. Questo pomeriggio nella Basilica di San Pietro la quarta messa dei “novendiali” in suffragio del Pontefice, celebrata dal card. Mauro Gambetti, arciprete di San Pietro e vicario del Papa per la Città del Vaticano. “La ‘cristiana umanità’ rende la Chiesa casa di tutti. Quanto sono attuali le parole di Francesco pronunciate nel colloquio con i Gesuiti a Lisbona nel 2023: Tutti tutti tutti sono chiamati a vivere nella Chiesa: non dimenticatelo mai!”, ha affermato nell’omelia.
Raffaele Iaria
