Raffaele Iaria –
“Preghiamo perché vadano a buon fine gli sforzi per far cessare le guerre e promuovere la pace; affinché, nelle trattative, si ponga sempre al primo posto il bene comune dei popoli”. Papa Leone XIV questa mattina, al termine dell’Angelus da piazza della Libertà a Castel Gandolfo, ritorna sulle speranze di pace nel mondo dopo i colloqui di Ferragosto e quelli previsti nei prossimi giorni.
Serve “continuare ad agire per il bene nostro e di tutti, anche di chi ci fa soffrire” ha detto il pontefice sottolineando che Gesù “ci invita a non rispondere alla prepotenza con la vendetta, ma a rimanere fedeli alla verità nella carità. I martiri ne danno testimonianza spargendo il sangue per la fede, ma anche noi, in circostanze e con modalità diverse, possiamo imitarli”. Il suo pensiero è quindi andato “al prezzo che deve pagare un buon genitore, se vuole educare bene i suoi figli, secondo principi sani: prima o poi dovrà saper dire qualche ‘no’, fare qualche correzione, e questo gli costerà sofferenza. Lo stesso vale per un insegnante che desideri formare correttamente i suoi alunni, per un professionista, un religioso, un politico, che si propongano di svolgere onestamente la loro missione, e per chiunque si sforzi di esercitare con coerenza, secondo gli insegnamenti del Vangelo, le proprie responsabilità”.

Papa Leone aveva iniziato la sua giornata con una Santa Messa al Santuario di Santa Maria della Rotonda, ad Albano. Cn lui, fra gli altri, il card. Fabio Baggio, mons. Vincenzo Viva, mons. Gibellini e don Giuseppe Continisio, presidente dell’associazione che gestisce le opere-segno della Caritas di Albano.
Al termine da Castel Gandolfo la recita dell’Angelus e, successivamente, un pranzo con una rappresentanza di poveri del territorio nel Padiglione del Riposo del Borgo Laudato si’ nei giardini delle Ville Pontificie.
110 persone ospiti di varie strutture di accoglienza della diocesi, persone senza fissa dimora o ospiti di case famiglie al pranzo introdotto dal pontefice con un salyìuto durante il quale ha sottolineato la bellezza di “essere insieme, tutti attorno alla tavola e condividere i doni che il Signore ci ha dato” e condividere un “luogo così bello che ci fa ricordare la bellezza della natura, della creazione, ma che ci fa anche pensare che la creatura più bella è quella creata della somiglianza e immagine di Dio che siamo tutti noi e ognuno di noi rappresenta in questo senso l’immagine di Dio”. E quanto è importante ricordarci sempre che troviamo questa presenza di Dio in ognuno”.
E al pranzo tra le portate la lasagna dell’orto, la parmigiana della tradizione e l’arrosto di vitella con erbette saltate e poi il dolce ribattezzato per l’occasione “Dolce Leone”.
