Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Raffaele Iaria

Un accordo tra le Chiese cristiane in Italia sarà firmato a Bari nel primo Simposio nazionale dedicato al dialogo ecumenico, in programma venerdì e sabato. L’intesa nasce con l’obiettivo di rilanciare l’annuncio del Vangelo, rafforzare la presenza ecclesiale nel Paese e promuovere una laicità che non escluda la dimensione religiosa. Le comunità cristiane intendono inoltre collaborare per favorire coesione sociale, accoglienza e impegno per la pace. Come spiega il vescovo di Pinerolo, mons. Derio Olivero, presidente della Commissione episcopale Cei per l’ecumenismo in una intervista al quotidiano “Avvenire”, il patto vuole mostrare che “in un tempo segnato dalla conflittualità i cristiani vogliono dare un contributo significativo senza mettere da parte la propria identità e intendono testimoniare che le differenze non sono un ostacolo ma un patrimonio da valorizzare in una società che ha bisogno di comunione e speranza”.

All’incontro parteciperanno cento delegati provenienti da tutto il Paese, rappresentanti di venti confessioni: cattolici, anglicani, evangelici, ortodossi e protestanti. Presente anche una delegazione della Chiesa ortodossa russa. La città di Bari, ponte simbolico tra Oriente e Occidente, è stata scelta come sede comune del percorso avviato tre anni fa dal Tavolo delle Chiese cristiane presso la Cei. La delegazione cattolica sarà guidata dal card. Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana.

Il Simposio, che conclude la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, non sarà un semplice momento di confronto, ma un’occasione operativa. “Non si tratta di un convegno di studio – chiarisce il presule – ma di un incontro di azione”, volto a definire le priorità comuni per i prossimi due anni. Tra i temi centrali, la necessità di intercettare la crescente ricerca spirituale nel Paese, spesso distante dalle Chiese ufficiali, e di affrontare nodi ancora sensibili come l’ospitalità eucaristica o l’insegnamento della religione cattolica.

Il patto intende anche contrastare l’idea che le religioni siano fattori di divisione. “Come Chiese siamo tenute a essere fonte di coesione sociale”, afferma mons. Olivero, sottolineando l’urgenza di una presenza cristiana capace di disinnescare conflitti e promuovere accoglienza. Altro punto chiave è una nuova visione della laicità, distinta dal modello francese: lo spazio pubblico, sostiene il vescovo, deve poter accogliere il contributo delle fedi.

In un contesto internazionale segnato da tensioni e guerre, il documento richiama infine l’impegno comune per la pace. “C’è una riconciliazione che attende il mondo mentre sta dilagando il fervore bellico”, ricorda mons. Olivero. Il Simposio vuole così affermare una “via italiana dell’ecumenismo”, capace di mantenere aperto il dialogo anche di fronte alle fratture globali.