Raffaele Iaria –
Il calendario dei prossimi mesi di papa Leone XIV delinea un pontificato che, pur consapevole delle sfide globali, sceglie di rispondere con la vicinanza, la presenza e il dialogo. Dalle rotte migratorie del Mediterraneo alle periferie africane, dai luoghi agostiniani dell’Algeria alle grandi città europee, Leone XIV intende riaffermare una Chiesa in cammino, capace di ascoltare e di farsi prossima. Anche a costo di rinunciare a prestigiosi inviti internazionali, il Papa privilegia i confini più fragili del mondo, indicando una direzione pastorale che parla con forza al nostro tempo. E, dopo gli annunci di sei viaggi in Italia, oggi la Sala stampa della Santa Sede ha diffuso le date di viaggi internazionali di Papa Leone XIV che, dopo un Giubileo 2025 caratterizzato da un’unica – seppur significativa – missione all’estero in Turchia e Libano (27 novembre-2 dicembre), apre ora una fase molto più intensa: tra marzo e giugno sono previsti tre viaggi apostolici, due nel continente europeo e uno in Africa, ai quali si sommano le visite in Italia tra maggio e agosto. La prima data è il 28 marzo: quel giorno papa Leone XIV sarà nel Principato di Monaco per una visita lampo di un giorno: un evento frutto dell’invito del Principe Alberto e dell’arcivescovo moms. Dominique-Marie David, in un territorio che rimane una monarchia cattolica e la cui diocesi dipende direttamente dalla Santa Sede.
Diverso il significato del viaggio africano, che si svolgerà dal 13 al 23 aprile e comprenderà quattro Paesi: Algeria, Camerun, Angola e Guinea Equatoriale. “Il programma sarà reso noto a suo tempo”, ha detto il direttore della Sala stampa Vaticana Matteo Bruni, che ha comunque precisato le tappe: il Papa sarà “ad Algeri e Annaba dal 13 al 15 aprile; a Yaoundé, Bamenda e Douala dal 15 al 18 aprile; a Luanda, Muxima e Saurimo dal 18 al 21 aprile; e a Malabo, Mongomo e Bata dal 21 al 23 aprile”. Il lungo itinerario africano toccherà sia il Nordafrica – in particolare l’Algeria, Paese a maggioranza islamica (99%), dove il Papa visiterà anche Annaba, l’antica Ippona legata alla memoria del suo amatissimo Sant’Agostino – sia l’Africa subsahariana, attraversando tre nazioni segnate da dinamiche post-coloniali, forti disparità economiche, migrazioni e tensioni sociali o etniche spesso legate alla gestione delle risorse e ai complessi processi di democratizzazione. Le conferme delle tappe in Algeria, Angola e Guinea Equatoriale erano già giunte dagli episcopati locali, così come il desiderio del Pontefice di recarsi in Camerun e in Algeria, quest’ultima particolarmente significativa per la presenza dei luoghi agostiniani, riferimento spirituale dell’ordine cui appartiene.
Prima dell’elezione al soglio pontificio, Robert Francis Prevost aveva già conosciuto ampiamente il continente africano, con numerosi viaggi in Kenya, Tanzania, Algeria, Nigeria, Sudafrica e Repubblica Democratica del Congo. Anche la visita in Spagna – che si terrà dal 6 al 12 giugno – era stata anticipata dai vescovi: oltre alle tappe di Madrid e Barcellona – dove il 10 giugno inaugurerà la torre di Gesù Cristo della Sagrada Familia, la più alta della basilica, nel centenario della morte di Gaudí – il Papa dovrebbe raggiungere anche Tenerife, nelle Canarie, crocevia delle rotte migratorie dall’Africa verso l’Europa, meta che già papa Francesco avrebbe voluto visitare.

