Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Raffaele Iaria –

La celebrazione del rito di beatificazione del Servo di Dio Nazareno Lanciotti, sacerdote originario di Subiaco e missionario ucciso in odium fidei, si terrà il 13 giugno 2026 a Jauru, nella diocesi di São Luiz de Cáceres, nello Stato del Mato Grosso (Brasile). L’annuncio è stato dato dal vescovo di Tivoli e Palestrina, mons. Mauro Parmeggiani, durante la messa celebrata nella Basilica di Sant’Andrea a Subiaco in occasione del venticinquesimo anniversario del martirio del sacerdote, alla presenza dei familiari e delle autorità cittadine.

Nell’omelia, il presule ha definito padre Lanciotti «un santo della porta accanto che ha saputo vincere il demonio non arrendendosi alle sue logiche nemmeno nell’ora della morte, quando anziché inveire contro i suoi assassini, li ha cristianamente perdonati». Mons. Parmeggiani ha ricordato l’impegno del missionario a favore dei giovani, della famiglia e della vita, e la sua lotta contro droga, prostituzione e criminalità organizzata. Grazie alla sua intensa attività pastorale e sociale, Jauru cambiò volto: oltre alla chiesa, padre Lanciotti fece costruire un ospedale, una scuola, una casa per anziani e un seminario. Oggi la via principale della città porta il suo nome.

Alla celebrazione era presente anche il postulatore della causa, don Enzo Gabrieli, che al termine della messa ha richiamato «lo zelo missionario alimentato dalla grande preghiera giornaliera nella quale aveva coinvolto tutta la comunità del Mato Grosso». Il sacerdote, ha spiegato, riuscì a costruire una comunità orante centrata sulla grande chiesa parrocchiale inaugurata nel 1975, ma sostenuta anche da numerose cellule periferiche dove, ogni giorno, si pregava, si faceva adorazione e catechesi, anche in assenza del presbitero.

Figlio di una famiglia di Subiaco, don Nazareno Lanciotti entrò nel Seminario Abbaziale e fu ordinato sacerdote il 29 giugno 1966. Dopo alcuni anni di ministero a Roma, nella parrocchia di San Giovanni Crisostomo, conobbe l’Operazione Mato Grosso e decise di partire come missionario per il Brasile. Operò per trent’anni nella parrocchia di Jauru, al confine con la Bolivia, in un territorio segnato da corruzione, traffici illeciti e violenza. «Una fede e una generosità creativa assai grande – ha ricordato mons. Parmeggiani – sostenuta dall’Eucaristia e da una profonda devozione alla Madonna, lo spinsero a salvare molte vite dalla presa del male. Proprio per questo fu assassinato l’11 febbraio 2001, spegnendosi il 22 febbraio, festa della Cattedra di San Pietro, dopo aver perdonato i suoi assassini». Il vescovo ha aggiunto che, secondo alcune biografie, il killer gli avrebbe detto prima di sparare di essere «il demonio» e che il sacerdote «dava fastidio» alla malavita locale.

La messa a Subiaco ha concluso tre giorni di iniziative promosse dal Comune di Subiaco e dalla onlus Padre Nazareno Lanciotti, che hanno coinvolto anche gli studenti delle scuole medie e superiori in un incontro con don Gabrieli, autore del volume di prossima pubblicazione Condotto dall’Amore (Ancora), dedicato al sacerdote martire. Alla presenza del sindaco Felice Rapone, è stata inoltre inaugurata una targa sulla casa-museo che i familiari di padre Lanciotti hanno messo a disposizione dei giovani, arricchita con oltre cinquemila libri.

Al termine della celebrazione, mons. Parmeggiani ha annunciato che, in concomitanza con il rito di beatificazione del 13 giugno a Jauru, saranno organizzate celebrazioni di ringraziamento «per il dono di questo nuovo martire». A rappresentare Papa Leone XIV sarà il cardinale Marcello Semeraro, prefetto del Dicastero delle Cause dei Santi. L’annuncio della beatificazione è stato dato contemporaneamente anche a Jauru dal vescovo di São Luiz de Cáceres, mons. Jacy Diniz Rocha.