Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Raffaele Iaria –

Assisi – E’ iniziato questa mattina all’alba l’ostensione pubblica delle spoglie di San Francesco d’Assisi nella Basilica Papale di Assisi, aprendo uno dei momenti più attesi dell’ottavo centenario della morte del Poverello (1226-2026). Per un mese, fino al 22 marzo, fedeli e pellegrini potranno fermarsi in preghiera davanti al corpo del Santo, collocato nella chiesa Inferiore, in un clima di silenzio e raccoglimento. L’ostensione si era a aperta ieri con l’estumulazione dei resti dalla cripta, alla presenza dei frati, e nel pomeriggio con la celebrazione della traslazione e dei vespri presieduti dal cardinale Ángel Fernández Artime, delegato pontificio per le basiliche di Assisi, che ha ricordato come si tratti di “un evento di grazia straordinaria”, non un gesto nostalgico, ma un richiamo concreto al presente. L’ostensione, ha detto, è “una grande icona quaresimale”.

Prima dell’ingresso dei pellegrini, i giornalisti hanno potuto vedere la teca con il corpo del Santo, raggiungibile attraverso ambienti del Sacro Convento normalmente non accessibili. L’impatto è forte: il silenzio della Basilica amplifica l’emozione di trovarsi davanti a Francesco. Le ossa appaiono “consumate”, ha spiegato fra Giulio Cesareo, perché il Santo “non si è risparmiato”. Il cranio, particolarmente segnato, porta i segni del tempo e delle riesumazioni avvenute nei secoli. “Ritroviamo la presenza di Francesco ancora più vicino a noi”, ha detto il custode fra Marco Moroni, ricordando che la fede cristiana è “corporea” e che quel corpo “consumato dall’amore” è una “predica silenziosa”.

L’ostensione, autorizzata da Papa Leone XIV e già incoraggiata da Papa Francesco, ha registrato quasi 400mila prenotazioni. Gli accessi, solo su registrazione, potranno raggiungere fino a 20mila persone nei fine settimana. La presidente dell’Umbria, Stefania Proietti, ha parlato di “emozione e responsabilità”, ricordando la legge regionale per il centenario e l’hospice pediatrico come “opera segno”.

L’evento ha anche un forte valore storico. La tomba di san Francesco, dopo la morte nel 1226, fu nascosta per secoli per proteggerla da profanazioni e venne ritrovata solo nel 1818, dopo lunghe ricerche. Da allora il corpo è custodito nella cripta, visibile ma non esposto. L’ostensione attuale, la prima così lunga e pubblica, permette ai fedeli un incontro diretto con le spoglie del Santo, offrendo una rara occasione di meditazione sulla sua radicalità evangelica.

Il mese sarà accompagnato da celebrazioni e iniziative culturali, tra cui la veglia dei parlamentari, il Meeting francescano giovani e il convegno “Per Francesco sorella è la morte”. La conclusione, il 22 marzo, sarà presieduta dal cardinale Matteo Zuppi, presidente della Conferenza Episcopale Italiana. .