Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Foto Vatican Media

Raffaele Iaria –

A dieci mesi dall’elezione, Papa Leone XIV si prepara a compiere un passaggio simbolico per il suo pontificato: nel pomeriggio prenderà possesso dell’appartamento pontificio del Palazzo Apostolico, come comunicato oggi dalla Sala Stampa vaticana. È un ritorno alla tradizione dopo oltre un decennio in cui quegli ambienti erano rimasti vuoti.

L’ultima volta che la Terza Loggia fu abitata stabilmente risale al 28 febbraio 2013, giorno della fine del pontificato di Benedetto XVI. Papa Francesco, infatti, aveva scelto di vivere a Casa Santa Marta, rinunciando alla residenza storica dei suoi predecessori. Con Leone XIV, il Palazzo Apostolico torna a essere la dimora ufficiale del Pontefice.

Negli ultimi mesi l’appartamento è stato oggetto di una profonda ristrutturazione, necessaria dopo anni di inutilizzo. Fino a oggi Leone XIV aveva continuato a risiedere nel palazzo dell’ex Sant’Uffizio, dove abitava già come Prefetto del Dicastero per i Vescovi.

La residenza della Terza Loggia conserva gli ambienti tradizionali: lo studio privato affacciato su Piazza San Pietro, da cui il Papa guida l’Angelus; la Biblioteca per gli incontri con i capi di Stato; una cappella per la preghiera personale. La nuova sistemazione comprende anche una palestra, che permetterà al Pontefice di mantenere le sue consuete attività sportive, praticate ogni martedì a Castel Gandolfo.

L’appartamento è stato riaperto l’11 maggio 2025, quando Leone XIV ha rimosso i sigilli apposti dopo la morte di papa Francesco. Il primo Pontefice a risiedere stabilmente nella Terza Loggia fu San Pio X, inaugurando una tradizione che ora viene ripresa.

Con il Papa si trasferiranno anche i suoi collaboratori più stretti, don Edgar Rimacycuna e don Marco Billeri. In passato Benedetto XVI era accompagnato da quattro consacrate dei Memores Domini, mentre Giovanni Paolo II si avvaleva di due sacerdoti segretari e delle suore di Maria Bambina. Leone XIV potrebbe accogliere anche alcuni religiosi agostiniani della sacrestia pontificia.

Dopo oltre dieci anni, osservando le finestre del Palazzo Apostolico alla sera, sarà di nuovo possibile intuire se il Papa è al lavoro o in preghiera. Un dettaglio che, in Vaticano, non passa mai inosservato.