Raffaele Iaria –
La città di Cetraro renderà omaggio, oggi e domani, a suor Crocifissa Militerni, recentemente dichiarata venerabile, con una serie di iniziative promosse dalla Congregazione delle Suore di San Giovanni Battiste. Il primo appuntamento è fissato alle 18.30, presso la Colonia San Benedetto, dove sarà presentato il volume “Bacia il Crocifisso e guarda il cielo… Sr. Crocifissa Militerni testimone del carisma battistino nella Chiesa” (Progetto 2000) di sr. Lina Pantano, dedicato alla figura e alla testimonianza di sr. Militerni con la prefazione del vescovo di San Marco Argentano-Scalea, mons. Stefano Rega. Porteranno i saluti istituzionali il sindaco Giuseppe Aieta e la superiora provinciale Suor M. Pina Borrelli. Seguiranno gli interventi del nipote Luciano Militerni, dell’editore Demetrio Guzzardi e dell’autrice Suor Lina Pantano. Domani, alle 9, la visita alla tomba della Venerabile, momento di raccoglimento comunitario mentre alle 10 al Teatro comunale “Filippo Lanza”, andrà in scena l’adattamento teatrale “Il fiume eterno”, interpretato da Lara Chiellino e tratto dal libro di sr. Pantano, per raccontare la vita operosa della religiosa cetrarese. Il culmine delle celebrazioni sarà alle 12.00, nella Parrocchia San Benedetto Abate, con la Santa Messa presieduta da mons. Rega e durante la quale sarà letta ufficialmente la Dichiarazione di Venerabilità di Suor Crocifissa Militerni.

“L’amore per Cristo crocifisso, la partecipazione alle sue sofferenze, la passione per la Chiesa, la vocazione all’offerta di sé, credo siano i tratti più significativi che delineano la fisionomia della santità di suor Crocifissa Militerni”, scrive mons. Rega nel volume di sr. Pantano”.
La vita di suor Crocifissa – aggiunge – “somiglia a un mirabile magnificat che riecheggia nei cuori delle sue amabili consorelle, le figlie di Sant’Alfonso Maria Fusco, testimoniato dai ricordi di chi ha avuto la grazia di poterla conoscere in terra. Suor Crocifissa Militerni ha ancora tanto da dire a tutti noi poiché in lei ammiriamo il perfetto compimento della chiamata alla sequela Christi. Una santità che rifulge di viva testimonianza”.

Suor Militerni – al secolo Teresa Maria Antonietta Militerni – nacque a Cetraro (Cosenza) la notte di Natale del 1874, in una famiglia benestante e profondamente cristiana. Battezzata l’8 gennaio 1875 nella parrocchia di San Nicola di Bari, crebbe in un ambiente dove la fede, la carità e l’attenzione ai poveri erano parte integrante della vita familiare. Fin da bambina mostrò un carattere dolce, intelligente e incline alla preghiera.
La sua prima infanzia fu segnata da una precoce maturità spirituale: a soli nove anni ricevette la Prima Comunione, esperienza che segnò profondamente il suo cuore. Dirà più tardi: “Quale gioia quando pensiamo che il Signore è dentro di noi… che l’anima nostra è il suo piccolo cielo e il nostro cuore il suo tesoro”, come riportato nel volume di dr. Pantano.
A 13 anni, Teresa maturò nel segreto del cuore la decisione di consacrarsi totalmente a Dio. Crescendo, intensificò la preghiera, le opere di carità e l’impegno verso i poveri del suo paese. Nel 1894, per sottrarsi ai progetti matrimoniali della famiglia, fece voto privato di verginità, tagliò le trecce e iniziò una vita di austerità e servizio. Scriverà più tardi alla sorella: “Tutto sia diretto alla maggior gloria del mio Crocifisso, come a sua gloria voglio amare la vita”.
Il suo desiderio di vita religiosa trovò compimento quando, nel 1901, giunsero a Cetraro le Suore di San Giovanni Battista, fondate dal beato (oggi santo) Alfonso Maria Fusco. Teresa riconobbe in quell’arrivo un segno della Provvidenza. Il 7 settembre 1903 entrò come postulante nella Congregazione e il 7 luglio 1904 iniziò il noviziato ad Angri, assumendo il nome di suor Crocifissa di San Giuseppe.
Emise la prima professione l’8 dicembre 1905 e la professione perpetua l’8 settembre 1910. Nel suo diario scrisse parole che rivelano la profondità della sua unione con Cristo: “Sono tutta di Gesù e di Maria… ogni palpito del mio cuore sarà sempre suo”.
Rientrata nella sua città, suor Crocifissa si dedicò senza riserve ai poveri, agli ammalati, ai bambini e agli anziani. Fondò scuole festive, laboratori femminili, associazioni giovanili e soprattutto un ospedale con annesso ricovero per anziani, grazie anche alla collaborazione del fratello Vincenzo, sindaco del paese.
La sua carità era concreta, coraggiosa, spesso eroica. Una testimone racconta: “Pulì la donna con le sue mani… la tolse da quel letamaio… la portò all’ospedale”
Guidata da una fede incrollabile nella Provvidenza, suor Crocifissa promosse la costruzione del convento del Ritiro e dell’Istituto San Giuseppe, oggi cuore della presenza battistina a Cetraro. La prima pietra fu posta il 15 dicembre 1912. Per anni suor Crocifissa percorse campagne e paesi per raccogliere offerte, dicendo: “Il Signore non abbandona mai coloro che hanno fiducia in Lui”
Nel 1915 fu chiamata a Roma come maestra delle novizie, incarico delicatissimo che svolse con sapienza, dolcezza e fermezza evangelica. Formò generazioni di giovani suore, trasmettendo loro l’amore per Gesù Crocifisso e per la Chiesa. “Qui si serve il Signore in santa letizia”, scriveva lla Madre Generale: “si ama Lui solo”.
Nel 1924 iniziò a manifestare gravi problemi di salute. Trasferita a Cetraro, affrontò la sofferenza con serenità e totale abbandono alla volontà di Dio. Ricevette l’Eucaristia per l’ultima volta il 25 marzo 1925, pronunciando: “Ecce ancilla Domini”, come riporta sr. Pantano citando una testimonianza.
Morì la sera stessa, a 50 anni, stringendo il Crocifisso al petto. Il popolo di Cetraro la pianse come una santa.
Numerose testimonianze e grazie attribuite alla sua intercessione hanno accompagnato la sua memoria. Il 3 marzo 1940 le sue spoglie furono traslate nella chiesa del Ritiro. Dal 2014 è in corso la causa di beatificazione, con la Positio super virtutibus già presentata in Vaticano e adesso il decreto che la dichiara venerabile.
