Lo ha annunciato papa Francesco. Uscirà a settembre. E poi un nuovo appello per la pace
Raffaele Iaria
A pochi giorni dalla festa del Sacro Cuore – venerdì 7 giugno – papa Francesco ha annunciato, oggi, un documento sul Sacro Cuore, nel 350° anniversario della prima manifestazione del Sacro Cuore di Gesù, a Santa Margherita Maria Alacoque. Il documento è previsto per il prossimo mese di settembre “per meditare su vari aspetti dell’amore del Signore che possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale ma anche che dicono qualcosa di significativo a un mondo che sembra aver perso il cuore”. Il documento raccoglierà “le preziose riflessioni di testi magisteriali precedenti e di una lunga storia che risale alle Sacre Scritture per riproporre oggi a tutta la Chiesa questo culto carico di bellezza spirituale. Credo – ha detto il Pontefice al termine dell’Udienza generale di questa mattina – che ci farà molto bene meditare su vari aspetti dell’amore del Signore che possano illuminare il cammino del rinnovamento ecclesiale ma anche che dicono qualcosa di significativo a un mondo che sembra aver perso il cuore”. Da qui la richiesta di “accompagnarmi con la preghiera in questo tempo di preparazione con l’intenzione di rendere pubblico questo Documento il prossimo settembre”. Una udienza che il Papa questa mattina ha dedicato ad una riflessione sul nome con cui lo Spirito Santo è chiamato nella Bibbia e che ha concluso con l’ennesimo appello per la pace: “Preghiamo che il Signore ci dia il dono della pace e che il mondo non soffra tanto per le guerre”: “”chiediamo al Signore, per intercessione di sua madre, la pace la pace” nella “martoriata Ucraina, la pace in Palestina, in Israele, la pace nel Myanmar. Preghiamo che il Signore ci dia il dono della pace e che il mondo non soffra tanto per le guerre”. E nel pomeriggio di oggi ancora un appello: “Mai più la guerra!”. Lo ha scritto nel suo messaggio per l’80° anniversario dello sbarco in Normandia, citando Papa Paolo VI dalla tribuna dell’Onu dell’ottobre 1965. “Se, per molti decenni, il ricordare gli errori del passato ha sostenuto la ferma volontà di fare tutto il possibile per evitare che
si possa verificare un nuovo conflitto mondiale aperto, constato con tristezza che oggi non è più così e che gli uomini hanno la memoria corta. Possa questa commemorazione aiutarci! E’ preoccupante, infatti, che l’ipotesi di un conflitto generalizzato sia talvolta di nuovo presa seriamente in considerazione, che i popoli siano via via familiarizzati con questa eventualità inaccettabile. I popoli vogliono la pace! Vogliono condizioni di stabilità, di sicurezza e di prosperità dove ognuno possa compiere serenamente il proprio dovere e il proprio destino. Rovinare questo nobile ordine delle cose – ha scritto papa Francesco – per ambizioni ideologiche, nazionalistiche, economiche è una colpa grave davanti alla storia, un peccato davanti a Dio”.
