Raffaele Iaria –
Segnerà un passaggio di grande rilievo per il pontificato di Papa Leone XIV la data di lunedì prossimo, 25 maggio. Verrà infatti resa pubblica la sua prima enciclica, un testo atteso da mesi e dedicato al tema dell’intelligenza artificiale, osservata soprattutto nelle sue ripercussioni sulla vita e sulla dignità dell’essere umano. In continuità ideale con la Rerum Novarum di Leone XIII, anche questo nuovo documento si colloca nell’alveo della dottrina sociale, con l’intento di riaffermare la centralità della persona in un’epoca in cui gli algoritmi sembrano dettare il ritmo del mondo. Per la prima volta nella storia, sarà lo stesso Pontefice a presentare la sua enciclica durante un incontro pubblico, affiancato da cardinali e da alcuni tra i più autorevoli studiosi internazionali del settore. L’enciclica, dal titolo Magnifica Humanitas, è stata firmata lo scorso 15 maggio: una data non a caso. Infatti il 15 maggio di 135 anni fa venne promulgata la Rerum Novarum. L’intelligenza artificiale è stata uno dei temi più ricorrenti nei primi dodici mesi del pontificato di Prevost, sempre legato alla preoccupazione che queste tecnologie non diventino strumenti capaci di minare la pace o la dignità delle persone.
Ieri, incontrando i partecipanti ad un incontro promosso dal Dicastero per la comunicazione in collaborazione con il Dicastero per la cultura e l’educazione, a margine del 60° anniversario della Giornata mondiale delle comunicazioni sociali Leone XIV ha parlato dell’enciclica. È solo “contemplando Cristo, il Verbo incarnato”, ha detto, che si può recuperare “una visione autentica di Dio e comprendere la verità dell’umanità”. La Chiesa, ha proseguito, si sente spinta a contribuire “alla pianificazione e all’attuazione dell’alfabetizzazione mediatica, informativa e sull’IA nei sistemi educativi”, perché le tecnologie siano “al servizio autentico dell’umanità”. Il Papa ha concluso rivolgendo un’attenzione specifica ai giovani, invitando genitori ed educatori a sostenerli nell’imparare “la moderazione e la disciplina nell’uso” di tali strumenti, integrandoli “in uno stile di vita cristiano integrale”.
Lo scorso ottobre, incontrando i movimenti popolari, il Papa aveva ricordato di aver scelto il nome Leone proprio in omaggio a Leone XIII e alla sua enciclica sulle “cose nuove”, nata nel pieno della rivoluzione industriale per difendere diritti e dignità dei lavoratori. Oggi, aveva osservato, le “cose nuove” sono cambiate, ma il mondo continua a produrre troppi “scartati”. Rivolgendosi ai giovani durante il Giubileo del mondo educativo, aveva lanciato un monito rimasto impresso: “Non lasciate che sia l’algoritmo a scrivere la vostra storia”. E più volte, nei suoi appelli per la pace, ha insistito affinché l’AI sia orientata al bene comune e non diventi un ulteriore motore di conflitti. La presentazione dell’Enciclica, che si svolgerà nell’Aula del Sinodo, prevede un “intervento e benedizione” del Papa. Interverranno inoltre il card. Víctor Manuel Fernández, Prefetto del Dicastero per la Dottrina della Fede; il card. Michael Czerny, Prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale; la teologa Anna Rowlands della Durham University; Christopher Olah, co-fondatore di Anthropic e tra i massimi esperti mondiali di interpretabilità dell’AI e Leocadie Lushombo, docente alla Jesuit School of Theology della Santa Clara University. La chiusura sarà affidata al card. Pietro Parolin, segretario di Stato Vaticano.
