Raffaele Iaria –
Erano 181 i cardinali che questa mattina hanno partecipato alla settima Congregazione Generale in vista del Conclave che si aprirà il prossimo 7 maggio, alle 17,30, dopo la Messa “Pro Eligendo Pontefice” presieduta, in mattinata, dal card. Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio. Dei 181 presenti 124 sono cardinali elettori, cioè cardinali che non hanno ancora compiuto 80 anni. Il più anziano – compirà 80 anni il 16 maggio – è il porporato spagnolo Carlos Osoro Sierra, dal 12 giugno 2023 arcivescovo emerito di Madrid.
I porporati hanno chiesto sostegno e preghiere ai fedeli. “Vivere questo momento ecclesiale come un evento di grazia e di discernimento spirituale, nell’ascolto della Volontà di Dio”, è stato l’invito al “Popolo di Dio” da parte dei cardinali “coscienti della responsabilità a cui sono chiamati”. “Percepiscono – scrivono – la necessità di essere sostenuti dalla preghiera di tutti i fedeli. Essa è la vera forza che nella Chiesa favorisce l’unità di tutte le membra nell’unico Corpo di Cristo” aggiungendo che “di fronte alla grandezza del compito imminente e alle urgenze dei tempi presenti, è prima di tutto necessario farsi strumenti umili dell’infinita Sapienza e Provvidenza del Padre Celeste, nella docilità all’azione dello Spirito Santo. È infatti Lui il protagonista della vita del Popolo di Dio, Colui che dobbiamo ascoltare, accogliendo ciò che dice alla Chiesa (cfr Ap 3,6)”. E poi la preghiera che “la Madonna accompagni questa corale invocazione con la Sua materna intercessione”.
Questa mattina, secondo quanto riferisce la Sala Stampa della Santa Sede, i lavori si sono incentrati in particolare sulla situazione economica e finanziaria. A presentare il quadro il card. Reinhard Marx, Coordinatore del Consiglio per l’Economia: un quadro “aggiornato delle sfide e delle criticità esistenti, offrendo proposte orientate alla sostenibilità e ribadendo l’importanza che le strutture economiche continuino a sostenere stabilmente la missione del Papato”. Successivamente, il card. Kevin Farrell, Presidente del Comitato per gli Investimenti, è intervenuto sul ruolo e le attività del Comitato mentre il card. Christoph Schönborn, Presidente della Commissione Cardinalizia di vigilanza dell’Istituto per le Opere di Religione (IOR) ha offerto una riflessione sulla situazione attuale dell’Istituto. E’ toccato poi al card. Fernando Vérgez Alzaga, Presidente emerito del Governatorato dello Stato della Città del Vaticano, che si è soffermato su alcuni “dettagli relativi al Governatorato, con riferimento anche ad alcuni lavori di ristrutturazione che interessano edifici dello Stato e al supporto fornito alla Sede Apostolica”. Infine è intervenuto il card. Konrad Krajewski, Elemosiniere Apostolico, che ha illustrato l’impegno del Dicastero per il Servizio della Carità. Sono seguiti 14 interventi da parte dei membri dell’assemblea. Tra i temi affrontati, si è evidenziata “una riflessione sull’ecclesiologia del Popolo di Dio, con particolare riferimento alla sofferenza causata dalla polarizzazione all’interno della Chiesa e alle divisioni nella società. È stato più volte richiamato il valore della sinodalità, vissuta in stretta connessione con la collegialità episcopale, come espressione di corresponsabilità differenziata. È stata trattata, in varie occasioni, la questione delle vocazioni sacerdotali e religiose, considerate in rapporto al rinnovamento spirituale e pastorale della Chiesa”. Diversi interventi – fa sapere la Sala Stampa della Santa Sede – hanno fatto “esplicito riferimento ai documenti del Concilio Vaticano II, in particolare alle Costituzioni Apostoliche Lumen Gentium e Gaudium et Spes”. Si è parlato poi di evangelizzazione, con “insistenza sulla necessaria coerenza tra l’annuncio del Vangelo e la testimonianza concreta della vita cristiana”. I porporati – che riprenderanno i lavori delle Congregazioni, venerdì mattina – provengono da 71 diversi Paesi dei cinque continenti. Quelli che eleggeranno il 267mo successore di Pietro saranno 133. Ne mancano due che non raggiungeranno Roma per motivi di salute: si tratta dello spagnolo Antonio Canizares Llovera e del kenyano John Njue, mentre il bosniaco Vinko Puljic, cui i medici hanno dato il permesso di recarsi a Roma, voterà non nella Sistina ma da Casa Santa Marta. A essere rappresentate sono 17 nazioni dell’Africa, 15 dell’America, 17 dell’Asia, 18 dell’Europa e 4 dell’Oceania. Per la prima volta hanno cardinali elettori autoctoni 12 Stati, da una parte all’altra del Pianeta: da Haiti il cardinale Chibly Langlois, da Capo Verde Arlindo Furtado Gomes, dalla Repubblica Centrafricana Dieudonné Nzapalainga, dalla Papua Nuova Guinea John Ribat, dalla Malesia Sebastian Francis, dalla Svezia Anders Arborelius, dal Lussemburgo Jean-Claude Hollerich, da Timor Est Virgilio do Carmo da Silva, da Singapore William Seng Chye Goh, dal Paraguay Adalberto Martínez Flores, dal Sudan del Sud Stephen Ameyu Martin Mulla e dalla Serbia Ladislav Nemet. In totale, sono cardinali elettori 53 europei, 37 americani (16 America del Nord, 4 America Centrale, 17 America del Sud), 23 asiatici, 18 africani e 4 oceaniani.
