Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Foto Vatican Media

Raffaele Iaria –

Domani pausa per i cardinali impegnati nelle Congregazioni generali in vista del Conclave che si aprirà mercoledì 7 maggio alle 16.30. Lunedì le Congregazione dei cardinali si riuniranno in doppia sessione. Una alle 9, la pomeridiana alle 17 e poi martedì. Oggi alla Congregazione generale – la nona – hanno preso parte 177 cardinali, di cui 127 elettori, ha fatto sapere il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, Matteo Bruni.  In apertura sono stati sorteggiati i cardinali della Commissione che assiste il camerlengo nelle congregazioni particolari per il disbrigo degli affari ordinari: si tratta del card. Robert Francis Prevost, e del card. Marcello Semeraro, mentre resta confermato il card. Reinhard Marx in quanto coordinatore del Consiglio per l’Economia.

Ventisei gli interventi che hanno toccato diversi temi di rilevanza ecclesiale e pastorale. Si è riflettuto sul “duplice compito della Chiesa: vivere e testimoniare la comunione al proprio interno”, e “promuovere la fraternità nel mondo”. È stato ricordato con “gratitudine” il magistero di Papa Francesco e i processi avviati sotto il suo pontificato, sottolineando “la responsabilità di proseguirli e custodirli”, ha detto Bruni  informando che tra i temi  emersi, “la collaborazione e la solidarietà tra le Chiese locali”, il “ruolo della Curia in relazione al Papa”, il “servizio della Chiesa e del Pontefice alla causa della pace, e il valore dell’educazione come strumento di trasformazione e speranza”. Non sono mancati riferimenti al Giubileo e al desiderio che il prossimo Papa abbia “uno spirito profetico, capace di guidare una Chiesa che non si richiuda su sé stessa, ma sappia uscire e portare luce a un mondo segnato da disperazione”. E domani i cardinali che vorranno potranno celebrare l’Eucaristia nella propria sede titolare mentre questa sera il card. Àngel Fernandez Àrtime ha presieduto la messa in suffragio di Papa Francesco nella basilica di San Pietro nell’ottavo giorno dei Novendiali. “Oggi  come ieri – ha detto – gli uomini e le donne della presente generazione hanno un grande bisogno di incontrare il Signore e il suo liberante messaggio di salvezza”. Alla celebrazione in particolare i rappresentanti della vita consacrata. Una missione, quella dei religiosi e delle religiose “particolarmente  importante quando, come oggi molte parti mondo, si sperimenta l’assenza Dio o si dimentica troppo facilmente la sua centralità”. “Siamo chiamati – ha spiegato il porporato –  in ragione del nostro battesimo e per la nostra professione religiosa, a testimoniare che solo Dio dà pienezza all’esistenza umana e che di conseguenza la nostra vita deve essere un segno eloquente della presenza del Regno Dio per il mondo di oggi. Siamo chiamati ad essere nel mondo un segno credibile e luminoso del Vangelo e dei suoi paradossi, senza conformarci alla mentalità di questo secolo, ma trasformandoci e rinnovando continuamente il nostro impegno”.

Dal punto di vista organizzativo i lavori di ristrutturazione a Casa Santa Marta, sono in fase avanzata e termineranno lunedì. I cardinali elettori entreranno tra martedì sera e mercoledì mattina, prima della celebrazione della Messa Pro Eligendo Romano Pontifice che si svolgerà alle ore 10 in Piazza San Pietro, presieduta dal card. Giovanni Battista Re, Decano del Collegio Cardinalizio.

Al lavoro per essere pronti ci sono 40 maestranze interne fra falegnami, fabbri, pontaioli, allestitori, florieri, personale delle pulizie, oltre a circa 20 operai di supporto, messi a disposizione da ditte esterne, ha fatto sapere Silvio Screpanti, vice direttore del Settore Infrastrutture e Servizi del Governatorato, in una intervista pubblicata sul sito www.vaticanstate.va. Durante l’evento saranno presenti in Conclave 5 fra elettricisti ed ascensoristi, 5 termo-idraulici e 2 florieri, che presteranno giuramento e saranno in servizio a tempo pieno, pernottando in Vaticano, senza “poter avere contatti con le proprie famiglie. Sono stati selezionati sia colleghi più esperti, che hanno partecipato ai precedenti Conclavi e conoscono le procedure e le necessità, sia colleghi più giovani ai quali passeranno il testimone per il futuro”, ha detto Screpanti  aggiungendo che le attività prevedono lo sgombero, la revisione pittorica ed impiantistica e la pulizia straordinaria degli alloggi assegnati ai Cardinali elettori ed al personale di supporto presso la Domus Sanctae Marthae, l’Ex Ospizio Santa Marta ed il Collegio Etiopico, per un totale di circa 200 stanze. “In ciascun edificio si realizzano poi le compartimentazioni che garantiranno l’isolamento dei partecipanti, mediante tramezzature, porte provvisorie e chiusura temporanea di alcune finestre per eliminare gli introspetti”. In Sistina, nell’arco di una sola settimana, “si bonificano tutti gli impianti tecnologici e si realizza un pavimento flottante per regolarizzare le quote della Cappella e consentire l’allestimento degli arredi previsti dal cerimoniale. Si procede quindi all’allestimento dei tavoli per i Cardinali elettori e per il personale di supporto. Sia il pavimento sia i tavoli sono rivestiti dai tappezzieri della Floreria. Nel corso dell’allestimento si fornisce supporto per tutti i passaggi impiantistici per i microfoni e le telecamere di Vatican Media. La stufa è allestita nella posizione prevista dal protocollo e la canna fumaria viene collegata all’esterno con il supporto di un traliccio in tubo e giunto. Il personale della Direzione provvede inoltre, come da tradizione, all’oscuramento di tutti i vetri del Palazzo Apostolico nelle aree destinate al Conclave”. E martedì il personale della Direzione fornisce il supporto per l’apposizione dei quasi 80 sigilli di piombo su tutti gli accessi al perimetro del Conclave.

Oggi intanto un fotomontaggio ha fatto molto discutere. Si tratta del fotomontaggio in cui Donald Trump è vestito da Papa che non ha ricevuto alcun commento da parte vaticana  ma tra alcuni cardinali, il fastidio è palpabile per quella immagine veicolata attraverso i social della Casa Bianca. E dalle dichiarazioni di alcuni porporati, rilasciate ad alcune agenzie, emerge un freno l’ottimismo che qualcuno aveva prefigurato. I cardinali, infatti, sembra si stiano convincendo che occorre più tempo per trovare tra loro un consenso sulle linee della Chiesa del dopo-Francesco ma soprattutto sulla figura che dovrà prendere il suo posto. All’uscita della congregazione generale, sono diversi i porporati che sottolineano la necessità di parlare e confrontarsi ancora tra confratelli molto diversi tra loro  e che provengono da 71 Paesi diversi. “Siamo fiori, un po’ da annaffiare, ma siamo fiori”, ha detto il card. Gugerotti  aggiungendo che “serve tanta acqua”. Altri fanno capire che ancora il nome non c’è “ma ci sarà”, dicono.

Per il Conclave gli elettori sono, come si sa, 133 ma ancora due non sono arrivati a Roma. Il quorum per essere eletto Papa rimane quello di 89 voti. Un consenso molto alto rispetto ai precedenti conclavi.