Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Foto Vatican Media

Raffaele Iaria

Ha scelto di pronunciare il suo primo Regina Coeli (la preghiera mariana che nel tempo pasquale sostituisce l’Angelus) dalla Loggia delle Benedizioni della Basilica di San Pietro in Vaticano, da dove si era affacciato, per la prima volta, giovedì scorso dopo l’elezione a Pontefice con il nome di Papa Leone XIV.  

Primo momento pubblico per il Successore di Pietro che rivolge un “accorato appello” alla Pace.  “Affido alla Regina della pace un accorato appello affinché lo presenti al Signore Gesù per ottenere il miracolo della pace”, ha detto il Papa dopo la preghiera del Regina Caeli. Poco prima anche un invito ai giovani, nella Giornata Mondiale delle Vocazioni, a non avere paura: “Ai giovani dico: non abbiate paura di seguire e accettare l’invito della Chiesa e di Cristo Signore”.

C’era molta attesa per questa prima domenica del Papa. Migliaia i fedeli presenti in piazza San Pietro per ascoltare papa Prevost che ha subito salutato i fedeli con l’augurio di “buona domenica!” e poi una considerazione: “un dono di Dio il fatto che la prima domenica del mio servizio come Vescovo di Roma sia quella del Buon Pastore, la quarta del tempo di Pasqua”. Una domenica, ha detto, in cui “Gesù si rivela come il Pastore vero, che conosce e ama le sue pecore e per loro dà la vita” . In questa giornata – ha quindi ricordato, da sessantadue anni, si celebra la Giornata Mondiale di Preghiera per le Vocazioni. E poi il giubileo delle Bande musicali e degli Spettacoli popolari in corso a Roma in questo fine settimana e che “con la loro musica e le loro rappresentazioni allietano la festa, la festa di Cristo Buon Pastore: sì, è Lui che guida la Chiesa con il suo Santo Spirito”. E ancora la preghiera “con voi e con tutto il Popolo di Dio per le vocazioni, specialmente per quelle al sacerdozio e alla vita religiosa. La Chiesa ne ha tanto bisogno! Ed è importante – ha detto il papa – che i giovani e le giovani trovino, nelle nostre comunità, accoglienza, ascolto, incoraggiamento nel loro cammino vocazionale, e che possano contare su modelli credibili di dedizione generosa a Dio e ai fratelli”. 

Dopo la preghiera del Regina Coeli – che Leone XIV ha intonato – diversi appelli alla Pace e “Mai più la guerra” ricordando che ricorrono gli 80 anni dalla fine della seconda guerra mondiale. Il papa porta “nel cuore le sofferenze dell’amato popolo ucraino” e chiede che “siano liberati tutti i prigionieri e i bambini” e che “possano ritornare alle proprie famiglie”. “Mi addolora profondamente – ha detto ancora – quanto accade nella Striscia di Gaza. Cessi immediatamente il fuoco! Si presti soccorso umanitario alla stremata popolazione civile e siano liberati tutti gli ostaggi”. Ma quanti altri conflitti ci sono nel mondo!, ha detto: “af0fido alla Regina della pace questo accorato

appello perché sia lei a presentarlo al Signore Gesù per ottenerci il miracolo della pace”.

Al termine del Regina Caeli ha poi – alla presenza del Camerlengo, il card.
Kevin Joseph Farrell, del Segretario di Stato, il card. Pietro Parolin, del Sostituto per gli Affari
Generali, mons. Edgar Peña Parra, del Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni
Internazionali, mons. Paul Richard Gallagher, e del Reggente della Casa Pontificia, mons.
Leonardo Sapienza – ha riaperto l’appartamento papale del Palazzo Apostolico, rimuovendo i sigilli
apposti nel pomeriggio del 21 aprile 2025 dopo la morte di papa Francesco, ha comunicato la Sala Stampa della Santa Sede.

La giornata del Pontefice era iniziata nelle Grotte Vaticane per celebrare la Santa Messa all’altare in prossimità della tomba di Pietro. Con lui ha concelebrato il Priore Generale dell’Ordine di Sant’Agostino, P. Alejandro Moral Anton. Al termine della Messa  si è fermato in preghiera sulle tombe dei Suoi Predecessori e davanti alla nicchia dei Pallii.

Raffaele Iaria

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Aggiornamento alle ore 14,25 dell’11 maggio 2025