Simone Caleffi –
«Come suor Faustina Kowalska “vogliamo professare che non esiste per l’uomo altra fonte di speranza, al di fuori della Misericordia di Dio […]. Bisogna che l’invocazione della Misericordia di Dio scaturisca dal profondo dei cuori pieni di sofferenza, di apprensione e di incertezza, ma allo stesso tempo in cerca di una fonte infallibile di speranza». Enzo Gabrieli e Raffaele Iaria, nell’introduzione al loro Santa Faustina Kowalska. Una questione di cuore. Dal culto della Divina Misericordia alla Dilexit nos di Papa Francesco (Edizioni San Paolo, Cinisello Balsamo, 2025, pagine 272, euro 18), citano l’omelia di Giovanni Paolo II per la dedicazione del santuario della Divina Misericordia a Kraków-Łagiewniki, in Polonia, il 17 agosto 2002, collegando così il tema del presente Giubileo con il messaggio che suor Faustina ha consegnato al mondo per volontà e su indicazione di Dio. I due autori si giovano anche di una pregevole prefazione del padre gesuita Renato Colizzi e di una testimonianza di Claudia Koll che incorniciano le due parti del libro, la prima dedicata all’analisi della vita di Helena Kowalska, diventata poi suor Maria Faustina, la seconda alla teologia e alla spiritualità che emergono dal diario della santa e vengono riprese dal magistero pontificio. Proprio al numero 135 del suo Diario , appuntava: «Confido contro ogni speranza nell’oceano della Tua Misericordia». Erano tempi duri quelli tra le due guerre mondiali, soprattutto per la patria di suor Faustina, la Polonia, e specialmente in quei momenti «le persone cercavano la speranza, la luce e la forza nella Divina Misericordia; perciò, le immaginette di Gesù Misericordioso, la Coroncina e la Novena dettate a suor Faustina divennero molto popolari». Chissà se anche ai nostri tempi, quelli della “terza guerra mondiale a pezzi” (per dirla con le parole di Papa Francesco), non sia proprio necessario questo tipo di spiritualità per non disperare. Infatti «nel segno della speranza, con le stesse parole dell’apostolo Paolo, il Pontefice ha voluto offrirci, come messaggio centrale di questo Giubileo, il motto “Spes non confundit” (Romani , 5, 5) affinché per tutti possa essere un momento di incontro vivo e personale con il Signore Gesù, “porta” di salvezza (cfr. Giovanni , 10, 7.9); con Lui, che la Chiesa ha la missione di annunciare sempre, ovunque e a tutti quale “nostra speranza” (1 Timoteo , 1, 1)». Questa pia devozione non è soltanto un’opzione praticabile da chi vuol considerarsi un buon cattolico: «La fiducia e la speranza relative alla Misericordia sono indispensabili non soltanto per la salvezza delle anime ma, secondo le parole di Cristo, la fiducia ha una dimensione laica, anche per la quiete intellettuale, sociale e politica dell’umanità». Tuttavia, fra i tempi della Kowalska e i nostri, si situa nella storia globale e nella nostra più in particolare la vicenda di un Papa polacco come la santa: «A parere di Giovanni Paolo II, che ha fortemente voluto che la domenica in albis , Ottava di Pasqua, portasse anche il titolo di Domenica della divina misericordia, questo culto contiene un messaggio di straordinaria attualità, un annuncio che ha il sapore del mattino di Pasqua». Non a caso il volume si conclude con due appendici, delle quali la prima contiene alcune preghiere alla Divina Misericordia, la seconda tre omelie di Giovanni Paolo II. (Osservatore Romano 19 settembre 2025)
