Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

Raffaele Iaria –

Nell’ultima udienza generale del 2025, in una Piazza San Pietro gremita, papa Leone XIV ha tracciato un bilancio dell’anno che si chiude, segnato da luci e ombre. “L’anno che è passato è stato certamente segnato da eventi importanti: alcuni lieti, come il pellegrinaggio di tanti fedeli in occasione dell’Anno Santo; altri dolorosi, come la dipartita del compianto Papa Francesco e gli scenari di guerra che continuano a sconvolgere il pianeta”, ha detto il Pontefice, invitando i fedeli a guardare agli ultimi dodici mesi con uno sguardo di fede.

Secondo Leone XIV, la conclusione dell’anno è il momento per “mettere tutto davanti al Signore, affidandoci alla sua Provvidenza” e chiedere che “si rinnovino, in noi e attorno a noi, nei giorni a venire, i prodigi della sua grazia e della sua misericordia”. In questo quadro si inserisce anche il tradizionale canto del Te Deum, che verrà intonato in serata: “Con il solenne canto del Te Deum ringrazieremo il Signore per i benefici ricevuti”, ha ricordato il Papa.

Il Papa ha insistito sulla necessità di un bilancio personale oltre che comunitario: “Siamo chiamati a meditare su ciò che il Signore ha fatto per noi nell’anno passato, a fare un onesto esame di coscienza, a valutare la nostra risposta ai suoi doni e chiedere perdono per tutti i momenti in cui non abbiamo saputo far tesoro delle sue ispirazioni”. Un invito, dunque, a leggere gli eventi dell’anno non solo come cronaca, ma come occasione di crescita spirituale. Tra i segni più evidenti del 2025, Leone XIV ha richiamato il grande movimento di pellegrini giunti a Roma per l’Anno Santo: “Tantissimi pellegrini sono venuti, quest’anno, da ogni parte del mondo, a pregare sulla Tomba di Pietro e a confermare la loro adesione a Cristo”. Un fenomeno che, per il Papa, ricorda che “tutta la nostra vita è un viaggio, la cui meta ultima trascende lo spazio e il tempo”.

Il Pontefice ha poi richiamato un altro gesto simbolico che ha scandito l’Anno Santo: il passaggio della Porta Santa. “In tanti abbiamo fatto questo gesto, pregando e impetrando indulgenza per noi e per i nostri cari”, ha spiegato, sottolineando il valore spirituale dell’atto. E guardando alla chiusura dell’Anno Santo, prevista per il 6 gennaio, ha concluso: “È il nostro ‘sì’ a una vita vissuta con impegno nel presente e orientata all’eternità”.