Raffaele Iaria

giornalista e scrittore

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Raffaele Iaria –

Il 2 marzo è una data che attraversa come un filo rosso la vita di Eugenio Pacelli. Nato a Roma il 2 marzo 1876, fu eletto Papa esattamente lo stesso giorno, nel 1939, dopo soli tre scrutini. Aveva 63 anni. Scelse il nome di Pio XII per sottolineare la continuità con i Pontefici che avevano segnato la sua formazione, in particolare Pio XI, del quale era stato stretto collaboratore.

A centocinquant’anni dalla nascita, la ricorrenza non passa inosservata. Oggi si aprono le celebrazioni promosse dal Comitato Papa Pacelli – Associazione Pio XII, in collaborazione con la Postulazione generale della Compagnia di Gesù. Il primo appuntamento è un convegno nella Sala dei Papi di Santa Maria in Vallicella, la Chiesa Nuova dei Padri Filippini, dedicato alle radici familiari dei Pacelli, originari di Onano nel Viterbese, e alla formazione umana, spirituale e intellettuale del giovane Eugenio. Centrale la figura del nonno Marcantonio, fondatore dell’Osservatore Romano.

A presiedere i lavori è il cardinale Dominique Mamberti, prefetto della Segnatura Apostolica, mentre la moderazione è affidata a Mario Prignano del Tg1. Dopo il saluto di padre Rocco Ronzani, prefetto dell’Archivio Apostolico Vaticano, interverranno monsignor Edoardo Cerrato, che approfondirà il rapporto tra Pacelli e la spiritualità filippina; Emilio Artiglieri, presidente del Comitato, che illustrerà i luoghi e i tempi di Pio XII; e Donna Orsola Pacelli, che offrirà una testimonianza sui ricordi di famiglia. Alle 19 il cardinale Mamberti presiederà la celebrazione eucaristica. Durante l’incontro sarà presentato anche il luogo in cui, durante la Seconda guerra mondiale, i Padri Filippini offrirono rifugio a perseguitati politici ed ebrei, come accadde in molte altre comunità religiose romane.

Eugenio Pacelli nacque a Roma da Virginia Graziosi e dall’avvocato Filippo Pacelli, appartenente al patriziato romano. Dopo gli studi presso le suore della Divina Provvidenza, il Liceo Visconti e l’Università Gregoriana, fu ordinato sacerdote il 2 aprile 1899, a soli 23 anni. Il giorno successivo celebrò la sua prima Messa presso l’altare della Madonna Salus Populi Romani nella Basilica di Santa Maria Maggiore. Seguì la laurea in teologia e in diritto canonico.

Nel febbraio 1901 iniziò il servizio presso la Segreteria di Stato, nella Congregazione per gli Affari Ecclesiastici Straordinari, dove rimase sedici anni, distinguendosi per competenza giuridica e abilità diplomatiche. Fu il principale collaboratore del cardinale Pietro Gasparri nella redazione del Codice di diritto canonico. Nel 1917 Benedetto XV lo nominò nunzio apostolico a Monaco di Baviera e lo consacrò vescovo il 13 maggio, lo stesso giorno delle apparizioni di Fatima. Nel 1925 fu trasferito come nunzio a Berlino e nel 1929 creato cardinale. Il 7 febbraio 1930 succedette a al card. Gasparri come Segretario di Stato.

Pio XI ne apprezzò le doti e lo inviò più volte come suo rappresentante all’estero: al Congresso Eucaristico di Buenos Aires nel 1934, alla chiusura dell’Anno Santo a Lourdes nel 1935, a Lisieux per l’inaugurazione della Basilica di Santa Teresina e a Budapest nel 1938. Alla morte di Pio XI, Pacelli fu eletto Papa e guidò la Chiesa per diciannove anni, fino al 9 ottobre 1958, quando morì a Castel Gandolfo.

“Mi chiamerò Pio poiché tutta la mia vita spirituale e la mia carriera sono trascorse sotto Papi di questo nome; e in particolare, però, per gratitudine verso Pio XI che mi ha sempre dimostrato il suo affetto”, dichiarò subito dopo l’elezione. Fu il primo Papa romano dopo due secoli e il primo Segretario di Stato a salire al soglio pontificio.

Il suo pontificato è tra i più discussi del Novecento, soprattutto per il presunto “silenzio” nei confronti del nazismo. In realtà, fin dall’inizio delle persecuzioni, Pio XII incoraggiò nunzi, conventi e istituti religiosi a offrire aiuto ai perseguitati, in particolare agli ebrei. L’enciclica Summi Pontificatus del 1939 condannò il totalitarismo e l’uso brutale della forza, indicando i principi per una convivenza pacifica tra i popoli. Durante la guerra pubblicò due importanti encicliche: Mystici Corporis Christi, sul ruolo del Papa come guida del Corpo mistico, e Divino Afflante Spiritu, che aprì la strada alla moderna ricerca biblica.

Pio XII fu anche un innovatore nel campo dei media: utilizzò sistematicamente radio e televisione, definendole nella Miranda Prorsus del 1957 “doni di Dio, invenzioni meravigliose, strumenti di salvezza e di cultura”. Nel 1950 proclamò il dogma dell’Assunzione di Maria e durante il suo pontificato pubblicò quarantuno encicliche, presiedette ventotto canonizzazioni e quaranta beatificazioni, ampliando il numero delle diocesi nel mondo.